Resistente nel tempo

e i miei amici io li ho chiamati piedi
perché ero felice solo quando si partiva...
(analfabetizzazione - claudio lolli)




mercoledì 29 febbraio 2012

Lolli ha vinto 5 Oscar!


Questa canzone di Lolli ha ben 25 anni, Claudio l’ha scritta a metà degli anni 80 per poi inserirla nel 1988 all’interno del suo album Omonimo, del quale diversi anni fa feci anche una recensione. Proviamo un attimo ad ascoltarla...e nello stesso tempo pensiamo al film che ha da poco vinto 5 statuette nella notte degli Academy Awards di Los Angeles, The Artist. La canzone di Lolli sembra quasi la trama di questo film, scritta più di 25 anni prima. La conclusione non può essere che una: Claudio Lolli ha vinto 5 Oscar! :-)

Quest’ultima affermazione l’ho rubata a una mia cara amica...e proprio per questo colgo l’occasione per parlare un attimo ancora una volta di amicizia. Voglio molto bene a Samma e Paolo. Torinesi ma matti quanto un napoletano, compagni, amici, con loro ho condiviso parecchi momenti belli, spesso insieme a Maria, sia separatamente prima che diventassimo due coppie, sia dopo che lo siamo diventati. Con loro è facile passare in pochi secondi dalla rabbia più nera verso le stesse schifezze, come ad esempio la vergogna dei referendum sulla fecondazione assistita così influenzati dall’ingerenza del Vaticano, alle risate più matte, tipo quelle che si fecero vedendo un santantonio come me di oltre 1 e 90 dentro una 500 (rimasta storica) o quando Paolo, per riferirsi a Maria, la chiamò Nicona, facendoci schiattare dal ridere anche per i cicchetti che si beccò da Samma. Una grandissima intersezione fra noi, che si chiama Francesco Guccini!

Questo piccolo omaggio a Samma e Paolo non è casuale, nonostante a generarlo sia stata l'affermazione splendida su Lolli vincitore di Oscar. E’ frutto di condivisione, di affetto, di affinità.

Paolo e Samma con me

PS. E adesso...visto che l'ho ritrovata solo poco fa...aggiunta doverosa!!! :-)

Lolli e Samma

martedì 28 febbraio 2012

sabato 18 febbraio 2012

72 anni fa

Quella data per me ha voluto dire molto. Per due motivazioni parallele, due vite iniziate proprio quel giorno. Sono motivazioni altrettanto belle, anche se completamente separate fra loro e senza nessunissima intersezione. Vorrei condividere qui con voi la prima delle due storie, almeno temporalmente, quella meno nota e che nella mia vita è cominciata prima, circa vent'anni dopo quella data.

Mia madre era la prima di 5 figli. Erano tre sorelle e due fratelli più piccoli. La terza sorella si chiamava Lalla, e mi voleva un bene che non si può descrivere a parole.


Quando ancora ero più piccolo di qualcosa o qualcuno


La mia infanzia, che non è stata delle più belle per tanti motivi che ho già raccontato, visse momenti belli anche grazie a questa zia, che fino al giorno in cui morì di infarto una quindicina di anni fa, continuò a dire a tutti che io ero il suo nipote preferito, contrariamente alla solita ipocrisia tuttora esistente e che vuole si debba dire per forza "per me sono tutti uguali". Ma quello che mi legò più a mia zia Lalla non fu solo il rapporto che aveva con me, non fu solo quel caffellatte col pane che mi preparava al mattino con affetto immenso, non furono solo quei baci che mi dava e che soprattutto io mi facevo dare senza protestare e tollerando anche quella eterna sigaretta in bocca che poco amavo e che ora mi ricorda l'altra delle due persone legate a questa data...furono la vita e l'infanzia triste che anche lei ebbe, molto più della mia. L'egocentrismo da primadonna di mia mamma, uniti alla prepotenza della loro seconda sorella e a quella terribile essenza piccolo borghese della città in cui vivevano, l'hanno segnata secondo me a tal punto da convincerla di non essere accettata da nessuno, inducendola a scappare di casa tante volte (e non vi dico la cittadina filo-fascista in cui vivevo come l'ha considerata), fino a quando non ebbi più notizie di lei per anni. Il suo stato di ultima mi affascinò sempre...si vede che ero di sinistra anche da bambino :) La ritrovai a Torino parecchi anni dopo, ero già laureato, e da lì non ci separammo più fino alla fine. Anche il suo ultimo viaggio fu un atto d'amore...pur sapendo che il suo cuore non stava benissimo, volle lo stesso farsi una salita ripidissima sotto la pioggia per andare a trovare in ospedale una persona a lei cara che non aveva nessuno...l'infarto la colpì per strada, dove cadde distrutta dalla fatica.

Qualche anno dopo la sua morte mi successe una cosa stranissima. Era sempre il 18 febbraio, e la mattina suonò qualcos'altro al posto della sveglia. Io avevo una vecchia segreteria telefonica, quella con le cassette piccole. La segreteria si accese di colpo, forse grazie a un mio movimento. Il nastro avanzò un po', si fermò e partì una voce che diceva "Ciao Nico, sono zia Lalla. Ti ricordi di venirmi a trovare che ti ho preparato una cosa che ti piace!"...mi prese un colpo, soprattutto dopo, quando matematicamente feci due conti. Era il 18 febbraio (suo compleanno), il nastro che non era posizionato si posizionò proprio all'inizio di un suo messaggio, la segreteria era spenta, ma si accese e partì giusto quel suo messaggio al posto della sveglia, uno delle decine di messaggi del passato inclusi in quel nastro. L'unica cosa normale in tutto questo era che quel messaggio di qualche anno prima in effetti io me lo ricordavo bene. Ci mancava solo che anche il messaggio fosse stato nuovo :-) La cosa che più mi è dispiaciuta è che se ne è andata da sola, e che la maggior parte delle persone che negli ultimi anni l'avevano amata e che lei ha amato le hanno voltato le spalle.

Ironia del destino, il mio incrocio con queste due persone che oggi avrebbero compiuto 72 anni è avvenuto in momenti completamente diversi della mia vita e mai contemporanei. E' infatti quando mia zia Lalla fece perdere le sue tracce che conobbi il mio Fabrizio De André, dal quale mi staccai qualche anno quando uscì Creuza...e proprio in quei pochissimi anni ritrovai mia zia, per perderla definitivamente prima dell'uscita de Le nuvole. Ritrovai sempre lo stesso amore per gli ultimi, la stessa eterna sigaretta in bocca, lo stesso affetto smisurato che mi fecero vivere forti emozioni direi in maniera costante in tutti gli anni che ho vissuto finora.

Buon compleanno zia Lalla, buon compleanno Faber!


Dedicata alla mia Maria

sabato 4 febbraio 2012

Mica esistono solo i pennelli

Questo video che ho scoperto grazie al mio ex collega e amico Max, grande tifoso della mitica Virtus Bologna Basket, è talmente bello che ho avuto voglia di condividerlo qui pure io.



Sono rimasto parecchio impressionato durante la visione dalla classe con cui questa ragazza a un certo punto si mette a palleggiare per dare al suo disegno quei particolari tocchi di cui aveva bisogno. Nemmeno io palleggiavo così bene :-) Ma tutto sommato ci può stare, visto che ero un pivot come il nostro zione (di cui ho voluto linkare uno dei suoi post secondo me più belli di sempre) durante i tempi di gloria in cui avevo il fisico :)

Non finirò mai di stupirmi dalle forme d'arte che sono possibili, e chissà quante altre restano nascoste perché nessuno pensa di condividerle.