Per riprovare a raccontarmi partendo dai tre elementi esterni caratterizzanti la mia giovinezza e per condividere qualcosa con chi mi vuole bene. Nulla di prestabilito. Solo quello che mi va di raccontare.
Resistente nel tempo e i miei amici io li ho chiamati piedi perché ero felice solo quando si partiva... (analfabetizzazione - claudio lolli)
Cecilia me lo aveva preannunciato che una delle storie di donne del suo libro "Mia sorella è figlia unica" l’aveva dedicata a Paola Egonu, una delle persone pubbliche a cui mi sono sentito più vicino in questi ultimi mesi, come si può vedere dalle poche cose che pubblico sui social ❤️
Paola Egonu
Mi sono sentito tanto vicino a Paola sia per la forte empatia che nutro nei suoi confronti e sia soprattutto per le cattiverie infami che ha dovuto subire da certa stampa vergognosa, primo fra tutti da un certo Porro, che si dovrebbe solo vergognare, come si dovrebbero vergognare i suoi colleghi che insieme a lui hanno provocato quest’ondata di odio social che fa semplicemente ribrezzo 😡 E lo si vede dal numero impressionante e disumano di like che ci cono nel tweet che ho riportato qui sotto!
Uno dei vergognosi tweet su Paola
Dissi a Cecilia che non vedevo l’ora di arrivare alla storia dedicata a Paola, e ci sono finalmente arrivato.
Dalla storia dedicata a Paola Egonu
La mia empatia saliva durante la lettura, e questa immagine qui sopra è uno dei pezzi della storia di Paola che mi ha colpito di più, sicuramente per l’azzeccatissima citazione degregoriana ("Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore").
La leva calcistica della classe ‘68 (Francesco De Gregori)
Come scrive Cecilia, nel corredo atletico di Paola Egonu di paura non v’è traccia, ma di dolore sì ❤️ Proprio per questo la frase di Paola, che è proprio la chiave di tutto ("La cosa più fastidiosa è quando si dimenticano che sono un essere umano"), è quella che mi ha toccato di più nel profondo e che rappresenta in pieno, ahimè, la peggiore destra dal dopoguerra! 😡
Diverse delle altre storie che ho letto finora esprimono tutte esattamente questo concetto del dimenticarsi che siamo tutti indistintamente esseri umani, e sicuramente lo esprimeranno anche altre delle prossime che leggerò.
Cecilia e io mentre mi scrive la dedica alla libreria di Roma “Il libraccio”
Dedica di Cecilia
Ancora grazie di cuore Cecilia per questo libro, per la bella dedica che mi hai fatto e per essere la bella persona che sei! ❤️ Ti voglio bene 🤗
Grazie a Giò per questo bellissimo regalo! Potete risolvere il Gucciverba interattivamente tramite questo foglio elettronico, che vi avvisa pure quando avete sbagliato! Provare per credere!