Resistente nel tempo

e i miei amici io li ho chiamati piedi
perché ero felice solo quando si partiva...
(analfabetizzazione - claudio lolli)




mercoledì 20 aprile 2022

Le fettuccine di Catarina

Dite la verità, pensavate che avessi sbagliato la lettera A giusto? 😀 Forse non tutti, ma sicuramente qualcuno che lo ha pensato c'è 😉 Come sicuramente ci sarà qualcuno che, leggendo il titolo, avrà pensato di trovare nel post anche la foto di un bel piatto di tagliatelle, che in Abruzzo si preferisce chiamare fettuccine 😋 No, non c'è nessun piatto qui sotto, anche se la storia vissuta in un paesino dell'entroterra abruzzese che sto per raccontarvi ne ha molto a che fare, e non è un errore la A al posto della E 😊

Catarina è il modo in cui viene chiamata in dialetto castiglionese una donna che si chiama Caterina! Dialetto castiglionese, ovvero quello di un piccolo comune della provincia di Pescara che si chiama Castiglione a Casauria, di cui dopo vi mostrerò uno scorcio per me molto importante.

Questa Caterina di cui vi sto per raccontare è una delle signore per bene d'altri tempi a cui ho voluto più bene in vita mia! E so anche benissimo quanto me ne ha voluto lei 💓 E' mancata qualche anno fa, ma resterà per sempre nel mio cuore e nei miei ricordi più belli!

Caterina

Caterina era la mamma del mio amico Gianni, che vi "presentai" in uno dei primi post di questo blog 💓 Lei, suo marito Mimì, e i loro figli Gianni e Annamaria, miei amici del cuore, abitavano appunto a Castiglione a Casauria, proprio in questa strada che vedete nella foto qui sotto e che è una delle tre uscite dal paese.

Castiglione a Casauria (foto di Raffaele Di Loreto)

La loro era una di quelle case sulla sinistra, in cui si viveva sempre un'aria di paese, fatta di semplicità e amicizia, anche se ovviamente i pettegolezzi non potevano mancare 😂 Soprattutto quando nei primissimi tempi in cui io frequentavo la loro casa abitava con loro una zia, chiamata zì Marietta...non vi sto a raccontare quanti "Catariiiiiiiii....." volavano durante la giornata, perché zia Marietta aveva sempre da ridire, e Gianni spesso la riprendeva con un altrattanto sonoro "zì Marieeeee....e basta mo'" 😂 Oppure Mimì, che da ex fumatore non sopportava più le sigarette e quando entrava in bagno puntualmente diceva "Chi ha fumét? Giààààààà...Annamarìììììì..." 😂😂

Quante volte io e mio fratello Michele siamo stati lì, anche per interi weekend, in cui le ore di risate superavano abbondantemente tutte le altre! E dormivamo in tre in un letto matrimoniale!

Michele, Gianni e io

Caterina cominciò a volermi bene praticamente dal primo giorno, e ogni volta che arrivavo il suo "Nicoooooo" rimbombava per tutto il vialetto! Se per qualche motivo non eravamo potuti andare, chiedeva sempre a Annamaria e Gianni "Ma Nico i Michel n'hann vinut?" oppure "quando vengono?". Spesso io e lei ci siedevamo a fare due chiacchiere davanti al camino, e lei mi raccontava le sue vicissitudini, mi diceva che zia Marietta aveva rotto eheheh, oppure che la pianta aveva fatto meno peperoncini rispetto agli anni precedenti (Mimì ne andava matto e li mangiava pure da soli col pane, e anche a me non dispiacevano), o anche affettuosamente mi chiedeva come stavano a casa o che ci avrebbe voluto lì tutte le domeniche! Una signora d'altri tempi, che dava tutta sé stessa per le persone a cui voleva bene 💓

E ora arriviamo al punto! Caterina quando stava ai fornelli si trasformava, preparare da mangiare e vedere gli altri apprezzare la rendeva immensamente felice! Ci faceva sempre trovare qualcosa quando arrivavamo, ciambelloni e crostate che aveva fatto lei, e nei periodi natalizio e pasquale soprattutto non potevano mancare i calcionetti abruzzesi ripieni di marmellata d'uva ma soprattutto ripieni di farina di ceci come piacevano a me. Ma il suo cavallo di battaglia era uno!!! 😍 Appunto le fettuccine di Catarina! Guai ad andarle a comprare già fatte, un sacrilegio (ma quando raramente non è stata bene cedeva, perchè era impossibile non fargliele "quando viniv Nico" 😂💕). Proprio così, quando dovevamo andare il suo primo pensiero dalla mattina era quello di farmi trovare le fettuccine ("perché a Nico gli piacciono")! In effetti erano buonissime, col suo ragù rigorosamente senza bucce (lei lo sapeva benissimo che non le reggevo) e l'olio di peperoncino sopra, e io ne mangiavo anche 3 o 4 piatti pieni (mio fratello Michele non ce la faceva eheheh) rendendola immensamente felice! 😂 D'altra parte me lo potevo permettere, visto che ero alto 1 metro e 93, pesavo 80 chili e porca miseria non ingrassavo per niente! 😤 Poi subito dopo immancabile la sua insatata di pomodori, con quel basilico che si sentiva per tutta la casa. 

Quindi queste fettuccine di Catarina sono rimaste famose nel tempo per la loro bontà e per tutto l'affetto che c'era dietro...ma lo divennero anche per un secondo motivo abbastanza simpatico! Finita l'Università e il servizio militare, dovetti trasferirmi a Milano per lavoro, e di conseguenza non potevo più andare a casa di Gianni e Annamaria tutte le domeniche! Ma, e qui viene il punto, il mio metabolismo ha cominciato piano piano a cedere. Andavo sempre da Gianni e Annamaria quelle volte che potevo, ma...3 o 4 piatti di fettuccine colmi non ce l'avrei più fatta a mangiarli. Caterina ha continuato a farmele ogni volta...però la prima volta che mi fermai a due alla fine mi disse convinta "Nicooooo, non ti sono piaciute?" 😂😂😂 Tutti giù a ridere quel giorno, so che Annamaria, mia amica del cuore, quando leggerà queste ultime righe, si farà una valanga di risate! E tantissime risate si faranno sua figlia Margherita (che è uguale uguale a Gianni 💓) con il marito Alessandro, a cui voglio tantissimo bene (non vedo l'ora di conoscere finalmente la loro bimba Anna), suo figlio Umberto, e tutti coloro che c'erano o che sapevano di questa tradizione delle "fettuccine per Nico"! 😂

Catarì, è stato un onore per me fare parte della tua vita! 💓

venerdì 1 aprile 2022

Codice rosso

In questi ultimi anni tremendi, in cui siamo passati da una pandemia devastante arrivando, proprio quando si cominciava a scorgere la luce all’orizzonte, a toccare il fondo addirittura con una guerra che non fa bene a nessuno e che vede gli interessi economici al primo posto nelle agende di tutti i potenti e sovranisti (altrimenti si sarebbe data la medesima importanza anche a tutte le altre guerre che da anni riempiono il nostro pianeta), risvegliando anche gli istinti guerrafondai di tanti capi di stato…in questi ultimi anni tremendi in cui nel mio caso c’è stato anche il fatto personale importante di un’uscita forzata dal lavoro, sì con un accompagnamento tutto sommato buono, che però non toglie la tendenza del mondo del lavoro attuale di considerare le persone come numeri, e non come esseri umani…dicevo, in questi ultimi anni tremendi in cui è successo e sta succedendo tutto questo, è stato un tutt’uno riprendere in mano questo bellissimo libro, scritto dalla mia compagna di scuola e amica Donatella Galante a cui voglio molto bene, e rileggerne alcuni dei passi più significativi.

Codice rosso, di Donatella Galante

In questo libro, che si chiama appunto Codice rosso, attraverso il filo conduttore rappresentato dal lavoro continuo delle strutture mediche di soccorso del 118 e che tutti abbiamo apprezzato durante la pandemia, Donatella tratta con dolcezza e con delicatezza diversi temi, fra cui i principali sono quello dell’amicizia, quella fra una dottoressa e un’infermiera del 118 (ma non solo), e quello della prevaricazione e della corruzione nel mondo del lavoro, in cui molti manager sono sempre pronti a esaltare sé stessi con azioni senza scrupoli e considerando i propri riporti non come persone, ma solo come mezzo per soddisfare egoisticamente le proprie ambizioni (Donatella ha scelto di identificare questi manager attribuendo il cognome Rospetti al protagonista negativo del libro 😂), e non manca il tema dell’amore, vissuto intensamente sia da Cassandra, l’infermiera nata ribelle protagonista del romanzo, e sia da due ragazzi omosessuali. Nel libro si scorge benissimo anche un evidente, anche se potrebbe sembrare velato, sfondo politico e antirazzista, che va da una critica anticapitalista e quindi tutto sommato non certo filo-americana, a una forte determinazione nella difesa sacrosanta, attraverso i fatti non solo a parole, del mondo LGBTQ denigrato dalla politica attuale (abbiamo visto tutti che deriva squallida c’è stata in Parlamento quando non è passato il DDL Zan), invitando a voler essere ognuno sempre sé stesso indipendentemente da quello che possono pensare gli altri. Donatella riesce a parlare con dolcezza anche a volte attraverso parole forti e decise di una dottoressa, Laura Gentile, che volutamente ricorda la stessa Donatella, visto che infatti è anche lei una bravissima dottoressa del 118. Laura spesso sembra dura nella sua amicizia con Cassandra, anche quando ha dovuto purtroppo allontanarsi forzatamente. Ma nella durezza c’è amicizia forte, c’è amore, c’è solidarietà…tutte cose che significano tenerci a una persona.



lunedì 28 marzo 2022

Compleanno di Claudio Lolli

Da diversi anni ormai il compleanno di Claudio era diventato una ricorrenza che faceva parte integrante della mia vita, non c'era scampo, in un modo o nell'altro gli auguri glieli dovevo fare per forza! 🎂

Abbiamo iniziato con le mail, proprio all'inizio della nostra conoscenza, e dalle sue risposte traspariva già un affetto incondizionato, anche se mi conosceva poco e le mie doti di stalker nei suoi confronti non erano ancora così sviluppate 😅

Successivamente siamo passati agli SMS da quando mi diede il suo numero di telefono, rendendomi immensamente felice! Quanti SMS che ci siamo scritti, e riuscivamo a farci parecchie risate anche solo con quelli. Come sapete con un SMS è riuscito a farmi sorridere anche quando è mancato mio papà 💓 Ma ogni volta che gli facevo gli auguri via SMS, con la sua risposta spesso riusciva a farmi venire le lacrime dal tanto ridere! 😂😂😂

Poi ho cominciato anche a chiamarlo direttamente per fargli gli auguri, a volte in conferenza a tre con Maria e la mia amica Anna, e non sto a raccontarvi quanto si rideva subito dopo il nostro "tanti auguri prof, buon compleanno"! A volte pensavo che avrebbe tranquillamente potuto fare il comico, e spesso ridevo fra me e me pensando che magari per un segno del destino il suo impegno da malinconico e triste era passato a allegro e scanzonato senza che nessuno se ne fosse accorto prima!

E oggi, oggi che non c'è più da quasi 4 anni, posso dirvi con gioia che la tradizione non si è interrotta e almeno un post via social ho bisogno con tutto me stesso di dedicarglielo! 💙 Oggi ho esagerato, perché glie ne ho già dedicati due su Facebook e Instagram, e a questo punto non posso non farlo qui a casa mia, ovvero in questo blog!

Lolli e Capodacqua a Campiglia Marittima (LI)

Mi manca molto come avete capito il fatto di non potergli fare gli auguri di persona come ormai era tradizione ogni anno, per cui oggi voglio fargli gli auguri ricordando una delle persone migliori che abbia mai conosciuto con questa bellissima foto del mio amico "Federico il chimico"...così lo chiamava affettuosamente un altro grande che manca moltissimo, ovvero Stefano Rosso! In questa bellissima foto eravamo a Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, nel lontano 2010, a uno dei più bei concerti di Claudio Lolli che abbia mai visto, organizzato da altri due amici lolliani, Narciso Moschini e Pino Calautti. Sul palco c'è Lolli con il suo inseparabile chitarrista e amico Paolo Capodacqua!

Buon compleanno amico mio, ti voglio bene e ci manchi!
Nico

sabato 12 marzo 2022

Per questo mi chiamo Giovanni

Questo titolo incredibilmente racchiude due fatti quasi completamente diversi fra loro e a cui sono molto legato. La voglia di scrivere questo post, proprio con questo titolo, mi è venuta dopo aver ricevuto un articolo di giornale di cui vi racconto dopo e che è legato a uno dei due fatti per cui qualcuno si chiama Giovanni, e in uno dei due quello sono io 😀

Cominciamo col primo. Mi trovavo con Maria e altri amici a Ferrara alcuni anni fa a una delle bellissime rassegne storiche Nuova canzone d’autore (la quarta del 2015) organizzata dall'Associazione Culturale Musicale Aspettando Godot, in cui sul palco oltre Lolli si alternarono ovviamente Paolo Capodacqua, i Gang mitici fratelli Severini e poi anche Alberto Fortis.

Mi soffermo sul caro amico Paolo Capodacqua, che a un certo punto restò sul palco senza Claudio e iniziò a raccontare di un padre, che portò il suo bambino a conoscere vari luoghi di Palermo fra cui quello dove avvenne la strage di Capaci, e alla fine gli disse “ecco figlio mio, per questo ti chiami Giovanni, per onorare quel grande uomo che fu Giovanni Falcone”. Mi ricordo che ascoltai quel racconto di Paolo con trepidazione, dopo di che arrivarono i brividi quando Paolo cantò per la prima volta la canzone che questo fatto che ci aveva raccontato gli aveva ispirato. Il titolo della canzone è appunto “Per questo mi chiamo Giovanni”, e qui vi allego il video di fortuna che registrai io stesso.

   

Paolo ha inserito questo brano nel suo ultimo meraviglioso album dal titolo Ferite e feritoie (linkata una bella recensione dell'album), che consiglio vivamente di ascoltare, non ne resterete delusi 😍 Grazie come sempre Paolo!

Il secondo dei due fatti un po’ lo conoscete già, ma l’articolo di cui vi ho parlato e che vi allego è quello che mi ha fatto venire in mente di scrivere ancora una volta 🙂

Me lo ha mandato Alberto, e lo hanno dedicato a suo fratello Luciano mancato da poco e a cui ho dedicato il post di qualche settimana fa. Sì sono proprio loro, i due fratelli Stipiti della Trattoria Toscana da Aldo, e Luciano manca da morire. Sono davvero onorato che nell'articolo abbiano messo una fotografia dove siamo io e lui, a dimostrare che la nostra amicizia era importante, e sono sicuro che Luciano ne sarebbe stato orgoglioso come lo sono io. Non c’era ricorrenza in cui non ci sentivamo anche dopo che ha chiuso la trattoria! Per questo anche io mi chiamo Giovanni, appunto Giuán come mi chiamava affettuosamente Lucianino, proprio perché per lui ero Giovanni…e infatti come sapete, quando qualcuno gli ricordava come mi chiamo, rispondeva sempre “Lo so benissimo che si chiama Nico, ma non me ne frega un cazzo, per me è Giovanni” 😂 Anche Alberto ora quando ci sentiamo mi dice sempre “Ciao Giovanni” 💙

venerdì 25 febbraio 2022

Musica cosiddetta di nicchia e pandemia

E' da un po' che ci penso a dare questo piccolo premio al mio amico Diego "Alligatore" (qui il suo blog) per aver scritto un libro bellissimo, in cui ci fa luce in modo completo su un mondo che "quelli come noi" (non poteva mancare la citazione lolliana, vero Diego? 😃) conoscevamo solo in parte! Sto parlando del mondo dei cantautori e delle cantautrici cosiddetti di nicchia, quelli che non vedremo mai in uno dei talent show di oggi, quelli che hanno una loro voce con una connotazione ben definita e riconoscibile perché imitano solo sé stessi, e soprattutto quelli che, se non hanno un altro lavoro, devono fare salti mortali per sostentarsi e per andare avanti! Moltissimi di loro sono miei amici, fra cui Maria DevigiliAndrea Parodi, Massimiliano D'Ambrosio, Giorgia ZangrossiMassimiliano Larocca, Paolo Pieretto, Isabella (Isa) ZoppiAlle CasappaDavide Ravera o Alessio Lega.  Inoltre voglio ricordare anche tre miei carissimi amici, che sono più conosciuti ma che sono anche loro fuori dalle logiche di mercato, Paolo Capodacqua che ha accompagnato Claudio Lolli ai suoi concerti per tanti anni e che ha una discografia di tutto rispetto in cui il repertorio oltre che nel riproporre Lolli spazia fra cover fatte benissimo a George Brassens, canzoni per bambini sue ma spesso riprendendo anche poesie di Gianni Rodari, e molto altro culminato con il suo ultimo splendido album Ferite e feritoieAlberto Bertoli, il quale oltre che imitare sé stesso, e la sua voce è assolutamente riconoscibile ve lo assicuro, tiene anche aperta "la bottega di famiglia", come ama dire lui, cantando oltre i suoi splendidi pezzi, di cui ho amato molto E così sei con me dedicato a suo padre ma che mi ricorda tanto mia madre, anche molte delle meravigliose canzoni di suo papà, e infine Luca Bonaffini che ha collaborato sia con Lolli che con Bertoli (non potrò mai dimenticare il privilegio che ebbi di suonare la chitarra di Luca una ventina di anni fa a uno dei primi tributi a Pierangelo Bertoli), e che ha anche lui una discografia di tutto rispetto, ricordo quanto ho divorato il suo album Treni quando uscì!

Prima di allegare la foto della copertina del libro, mi piaceva introdurla con un piccolo cenno a una trasmissione radiofonica davvero molto interessante, che va in onda ogni inizio del mese sull'emittente altoatesina Radio Tandem 98.400 e che è stata ideata appunto dalla mia amica che ho citato sopra, Maria Devigili, che la conduce in maniera egregia. Sto parlando di Ecce Cantautrice, di cui si intuisce benissimo il contenuto! Nell'ultima trasmissione di febbraio c'era un ospite di eccezione, appunto il mio amico Diego "Alligatore"!


In questa puntata, il cui podcast è ascoltabile e scaricabile qui, si è parlato, dal punto di vista delle cantautrici ovviamente, appunto della situazione critica della musica cantautorale cosiddetta di nicchia ai tempi della pandemia! Infatti è proprio di questo che Diego tratta nel suo ultimo bellissimo libro intitolato appunto Giovani, musicanti e disoccupati!


Diego tratta in modo molto originale questo argomento, con un meccanismo molto efficace a cui lui ci aveva già abituato nel suo blog, ovvero quello delle interviste dirette con tantissimi personaggi, musici e non. Si può comprendere veramente la situazione durissima della musica di nicchia nei tempi della pandemia solo ascoltandola dai diretti interessati, ed è quello che ha fatto Diego. E' stata dura per tutti loro che ce lo hanno raccontato, che spesso si sono dovuti reinventare in un periodo in cui non si poteva uscire, non si facevano concerti (il principale sostentamento di questi ragazzi), in cui per farsi conoscere bisognava accontentarsi di quello che "offre il convento", ovvero cantare spesso nelle dirette Facebook o Instagram magari i loro nuovi singoli, autoproducendosi a fondo perduto (per forza, mancando il sostentamento dei concerti dal vivo) poi il relativo album che li raccoglieva.

Il libro chiude con un'intervista bellissima a Marino Severini, che insieme a Sandro costituisce il gruppo dei Gang, dalla scrittura molto particolare e soprattutto schierata al 100% come piace a me. Sono andato spesso a vederli, e a questo proposito voglio citare il loro raduno annuale estivo a Roddino, in Piemonte, che come ci siamo detti con altri nostri amici va ogni anno al di sopra delle già alte aspettative. Andateci se potete!

E' stata una lettura molto interessante e istruttiva, e voglio chiudere questo post con un simpatico pensiero del giovane cantautore Tizio Bononcini: “Io intanto pensavo di brevettare un ferma-sputi per cantanti, circolare e trasparente, da applicare attorno al microfono per proteggere il pubblico dai droplet!” 😂 Sfido se c’è qualcuno a cui non è mai capitato di essere centrato dai droplet. A me è successo (chi se lo scorda) quando sono andato a vedere Cats nel famoso Winter Garden Theatre newyorkese di Broadway, ma ero in prima fila 😂 Mi centrarono spesso accidenti, e il brevetto di Tizio Bononcini in quell'occasione sarebbe servito alla grande 😅 Cats però è Cats, e quell'esperienza rimane sicuramente un ricordo indimenticabile...dai, soprattutto per il musical 😍😂

Invito a leggere questo libro ricco di interviste ai cantautori più disparati, lontani dalle logiche dei talent che ahimè imperversano oggigiorno, che sicuramente aprirà un mondo, come lo ha aperto a me!

Nico

venerdì 18 febbraio 2022

Ma che mi combini amico mio!

Ma che mi combini amico mio, mi hai dovuto far tornare sul blog proprio per dare questa brutta notizia mannaggia a te Lucianino dolce 😢 Questo blog è pieno di te come si può vedere qui, lo è stato per tanto tempo, la tua Trattoria Toscana da Aldo che gestivi insieme a tuo fratello Alberto e le nostre lotte per salvarla hanno tenuto tutti i miei amici piedi di blog col fiato sospeso, fino alla bella notizia di quando fu dichiarata bottega storica 😍

Luciano e Nico…anzi, Giuán

Te ne sei andato troppo presto, ci dovevamo rivedere dopo il Covid ti ricordi? 🍷 Non mi dilungherò troppo, ma sento il bisogno di ringraziarti, e non finirò mai di farlo ❤️ Ringraziarti per essere stato per me come un padre, per esserci sempre stato nei momenti in cui avevo più bisogno, ovvero quando venivo alla trattoria da solo semplicemente perché ero triste e tu mi regalavi sorrisi, battute e affetto facendomi tornare sempre il sorriso, quando venivamo io e Maria magari perché non avevamo fatto la spesa o per farci due risate e alla fine ci offrivi la grappa Candolini al miele, ma anche quando venivo con tanti amici a cantare Lolli, Guccini, De André, Bertoli e tanti altri, e tu fiero dicevi che quelle erano le tavolate ufficiali gucciniane milanesi! Ringraziarti per essere sempre stato la bella persona che eri, perché non rifiutavi mai un bicchiere di vino o un piatto di pasta ai più poveri e bisognosi che entravano, per avere sempre una buona parola per tutti, indipendentemente dalla loro condizione. E non posso non ringraziarti per il fatto che fin dall’inizio mi hai sempre chiamato Giovanni, poi diventato Giuán in milanese, dicendo a tutti che lo sapevi che mi chiamavo Nico ma che non te ne fregava un cazzo, per te ero Giuán 😂❤️

Ce ne sarebbero tanti di episodi da raccontare, li custodisco tutti dal primo all’ultimo nel mio cuore ❤️

Tuo Giuán

venerdì 5 febbraio 2021

Cashback e tasse

Mi ero riproposto di non scrivere nulla di politico in questo periodo di pandemia, ma dopo tutto quello che è successo e sta succedendo non ci riesco a non scrivere nulla, perché in quest'anno che è appena passato abbiamo toccato il fondo più volte, anche grazie a quell'odio imperante su cui sono fissato ultimamente, quell'odio che Lolli aveva già previsto da tempo, e che non ha mai abbandonato questo bel paese martoriato dall'egoismo e dall'indifferenza!

 
Proprio quella di cui parla la grande Liniana Segre e che ancora oggi resiste, come abbiamo visto perfettamente dal comportamento vergognosamente negazionista nei suoi confronti!

Così come sono fissato in modo assurdo sul tema fiscale, visto da sinistra però, il che vuol dire prima di tutto lotta all'evasione e tassazione diretta equa, non riduzione tasse per tutti e flat tax! Parto dalle ultime parole di Fratoianni, che sicuramente è uno dei meno peggio.

Non esistono governi tecnici. Ogni governo è politico e lo è per quello che realizza e vuole realizzare. Il mio giudizio su come siamo arrivati a questo punto è negativo. Molto negativo. La proposta di Draghi non ci entusiasma, è evidente, anche se non diciamo nemmeno no a priori. Vogliamo vedere le proposte, il programma politico. Patrimoniale e riforma fiscale in senso progressivo o flat tax? Rinnovo del blocco dei licenziamenti o libertà di licenziare nel mezzo della pandemia? Messa in sicurezza idrogeologica del territorio o ponte sullo stretto? Rinnovo, e magari estensione, del reddito di cittadinanza o privare queste persone di un sostegno più che mai necessario? Sanità pubblica e diffusa o privatizzata e accentrata? (Nicola Fratoianni)

Secondo me difficilmente ne usciremo da questo casino! Le cose che vorrebbe Fratoianni, e che sostanzialmente vogliono anche molti di noi, non si conciliano con quelle che invece vorrebbe un altro pezzo di possibili sostenitori di Draghi incluso il toscano rignanese. Vedo difficile tutto. E non mi stupirei se, con Draghi, che ha già messo le mani avanti parlando di aumento investimenti e diminuzione assistenzialismo, la Confindustria mettesse le mani sul Recovery Fund.

Ci sono state alcune cose fatte finora durante lo scorso anno che tutto sommato mi sono piaciute. Come dicevo sopra e come qualcuno sa io sono tremendamente fissato con in tema dell'evasione fiscale, e quando sento parlare di flat tax mi incazzo automaticamente. Uno dei provvedimenti che mi è piaciuto è quello del cashback.

 
Renzi lo ha deriso, mi veniva il voltastomaco quando ne parlava con quella faccia e con quella risatina, qualcun altro ha parlato di furbetti che per fare il pieno lo fanno in 2 volte! Sul fatto di denigrare questo provvedimento non sono d'accordo. Insieme a questi furbetti ci sono anche il 99% di persone oneste che con il cashback usano gli strumenti di tracciatura. Per la prima volta viene attuato un provvedimento, anche se ancora troppo piccolo, per recuperare qualche euro di evasione, e si sa solo deridere il provvedimento. Io penso invece che qualcosa la si possa recuperare, per far fare gli scontrini devi mettere per forza gli acquirenti in condizione di poter avere un tornaconto, non è giusto ma è così nel mondo di oggi. Perché Renzi, invece di deridere un provvedimento tutto sommato buono, non ci dice come pensa lui di recuperare gli oltre 100 miliardi di euro di evasione fiscale all'anno? Troppi interessi forse? E continuiamo a dover sentire sempre lo slogan "meno tasse per tutti"...solito discorso, si lancia lo slogan senza considerare per niente il modo più semplice per combatterlo! E' vero, è un metodo ancora troppo piccolo in confronto a quello che servirebbe, ma secondo me è già qualcosa.

Sui 100 e passa miliardi all’anno, che davvero risolverebbero tutti i problemi economici dell'Italia, qualcosa bisognerebbe fare per forza! E nemmeno Draghi la farà, ancora di meno che altri! Il grosso problema iniziale da indirizzare, più che le piccole partite IVA di cui continuano a parlare per giustificare una flat tax, dovrebbero essere le evasioni cosiddette "facili" da individuare! Se non si fa nulla per combattere queste, come si può sperare qui in Italia in una riforma fiscale vera in tal senso? Mi domando per esempio se è giusto il fatto che sia risaputo e accettato che gli uffici notarili facciano la fattura solo per una parte del servizio! Sfido chiunque a non essersi sentito dire “quanto mettiamo nella fattura”, se non addirittura sentirselo dare per scontato. Oppure se è giusto che OGNI acquisto di immobile abbia una grossa fetta in nero e quindi non denunciata dal costruttore! Le sanno tutti entrambe le situazioni! E questi sono solo due dei tanti esempi di evasioni "facili" da scoprire!

Un'altra possibilità di offrire alla gente un tornaconto potrebbe essere dare la possibilità di ampliare notevolmente le casistiche di spese che si possono detrarre. Pensiamo infatti che cosa succederebbe se uno potesse detrarre per intero le spese di acquisto casa, con i giusti controlli sui furbastri ovviamente, tanto per parlare dei due esempi notaio/costruttore che facevo prima. Il cashback, pur restando un provvedimento valido, ha un effetto molto minore della detrazione, in quanto non dà alcuna possibilità di mettersi d’accordo fra acquirente e fornitore, anche perché si tratta di piccole cifre e non varrebbe nemmeno la pena. La possibilità di detrarre invece, trattandosi di grosse cifre, si presta al fatto di “offrire uno sconto” da parte del fornitore. La sua applicabilità sarebbe quindi possibile solo facendo quei controlli necessari che nessuno ha mai avuto il coraggio, o la voglia, di fare!

100 miliardi e passa di evasione all'anno è una cifra da capogiro! In USA, nonostante non è vero che sia quella democrazia che tutti dicono, almeno chi evade viene scoperto subito e va immediatamente in galera! I miei colleghi americani dicono che questo è il problema maggiore dell'Italia, e dipende principalmente dal fatto che evadere il fisco qui viene considerato normale! Ci rimasi quando mi dissero che Berlusconi aveva addirittura incitato a non pagare le tasse, ci rimasi proprio perché lì sanno poco di quello che succede fuori dagli States, e quindi vuol dire che quelle esternazioni non passarono inosservate. In effetti hanno ragione purtroppo.

Chiudo facendovi fare due risate, raccontandovi di quella volta in cui attuai una provocazione! Metto cifre a caso. Su una cifra di 20 mila euro mi offrirono uno sconto dicendo che avrei pagato 19000 euro con una fattura da 10 mila. Molti, credendosi furbi, avrebbero detto subito di sì pensando di risparmiare 1000 euro. Io invece dissi “Mi vuole fare lo sconto? Allora deve essere uno sconto vero! Quindi ai 10 mila non fatturati iniziamo a togliere l’IVA che dovrei pagare io, e quindi 2100 euro. Poi va considerato che lei evade il 30 per cento circa di irpef dai 7900 euro rimasti. Dovremmo togliere anche quelli, quindi altri 790x3 ovvero 2370 euro. Siamo arrivati a 15530 euro. E ora se mi vuole fare lo sconto con fattura da 10 mila deve partire da questa cifra! :-))) Secondo voi com’è andata a finire?

Un abbraccio a tutti, spero di non avervi annoiato

Nico