Resistente nel tempo

e i miei amici io li ho chiamati piedi
perché ero felice solo quando si partiva...
(analfabetizzazione - claudio lolli)




sabato 22 novembre 2008

Una faccia simpatica


Che dire, a me Sandro Curzi piaceva. E pure tanto! Il suo viso per me è sempre stato rassicurante, con quella pipa in bocca che mi ricordava un altro Sandro che ho amato molto, e non solo per l'unico motivo per il quale viene sempre ricordato e che risale al 1982, ma anche perché almeno per 7 anni della mia vita mi sono sentito rappresentato. Dicevo di Curzi, quel viso così dolce e rassicurante mi dava piccoli barlumi di speranza che almeno qualcosa del sommerso venisse a galla, in un mondo dove purtroppo non è lecito sapere.
Da ragazzo ero uno dei lettori di Paese Sera! Me lo faceva leggere i primi tempi mio zio Ercole, marito di una mia prozia, che era uno dei rarissimi comunisti veri che vivevano nella mia città, democristiana per antonomasia (compresa sua moglie). E questo zio era un po' schivo e poco considerato in giro, con una NSU Prinz che curava sempre nei minimi dettagli. Forse è per tutte queste caratteristiche di minoranza che mi era simpatico. Oltre che per avermi fatto amare Paese Sera. Mi ricordo quando tutt'a un tratto quel giornale nel quale spesso mi identificavo, e di cui conoscevo perfettamente l'odore (Maria ride ogni volta che mi vede annusare alcuni giornali, che riconosco dal loro odore), non uscì più in edicola. Ci rimasi malissimo e ricordo che continuai a cercarlo ancora per diversi mesi prima di rassegnarmi. E ora mi piace salutare Sandro Curzi guardando la foto che ho allegato, pensando che al posto di Liberazione ci sia Paese Sera. Come colori ci siamo senz'altro! Come profumo un po' meno però! :-)
Nico

giovedì 23 ottobre 2008

Avevamo ragione noi?



Della serie pregar bene e razzolar male! In diversi punti.

Cominciamo con l'abbigliamento, sicuramente il punto meno interessante. Così l'onorevole si è presentata da Mentana, tutta bella coperta. Se non c'era nulla di male, come anche io penso, nelle foto che si è sempre fatta, allora che bisogno c'era di cambiare la sua immagine? Allora avevamo ragione noi a dire che si presta sempre attenzione a quello che dice la gente. Appunto pregando bene con un finto "nonmenefreganulla" e razzolando male con un comportamento opposto.

Secondo punto! Il maschilismo. Non mi sembra che la ministra in passato si sia tanto preoccupata del fenomeno maschilista più becero e sempre imperante. E allo stesso modo non mi pare proprio, nonostante le solidarietà bipartizan (o bipartisan, non ho mai capito come cavolo si dice questa "simpatica" parola invocata da tutta la classe politica attuale solo quando fa comodo), che la persona in questione sia così femminista, insieme alle sue colleghe ministre. Allora avevamo ragione noi a dire che solo quando fa comodo allora si invocano le diseguaglianze, di qualunque tipo esse siano, e non quando invece servirebbe, cioè sempre. Appunto pregando bene con un finto "rispettiamo di più le donne facendole contare di più" e razzolando male con un profondo e bieco servilismo al potere maschile.

Ultimo punto, forse il più interessante nel contesto dell'intervista! "E' stata colpa dei media se ora la mia immagine è infangata!" Eh? Abbiamo sentito bene? Già, abbiamo sentito proprio bene. Tutto il cuore dell'intervista di Mentana è stato incentrato su questa cosa. "I media l'hanno demonizzata, poverina, le televisioni hanno mostrato una realtà stravolta, che non è quella reale. La televisione dice sempre quello che fa comodo, stravolge la notizia, e così la povera ministra è stata presentata al telespettatore come una raccomandata, quando invece il suo big boss ha creduto in lei e nei giovani, eccetera eccetera." Ma come ministro? I media l'hanno demonizzata? Le televisioni hanno tutta la colpa perché ci dicono solo quello che vogliono che noi sentiamo? Ma non era il suo grande capo quello che ha sempre sostenuto proprio il contrario? Qui però allora avevamo ragione noi molto più che in ogni altro esempio! I referendum di qualche anno fa, che sono stati strasnobbati, sulle televisioni e che le avrebbero dato ragione, che fine hanno fatto? Anche qui, onorevole, parla bene dicendo che in effetti le televisioni non informano veramente, ma razzola male usufruendo insieme al suo manager di tutte quelle "agevolazioni mediatiche" che le hanno permesso, insieme al suo schieramento, di occupare quelle poltrone. Agevolazioni che sono più che certo lei, in questo caso, non cataloga assolutamente come cattiva informazione.

Avevamo ragione noi? Mah, forse... e poi come si dice a Napoli, "a ragione è dei fess", appunto, proprio come noi.

Nico

giovedì 2 ottobre 2008

Cominciare da piccoli

Imperversano video di questo piccolo genietto del basket. Qui ho inserito uno dei più carini, anche per la faccia da schiaffi di questo bimbetto.



Ma avrà solo 8 anni come dicono? Una cosa è certa, sa palleggiare!
Ciao
Nico

martedì 16 settembre 2008

Stefano per me


Ciao Stefano! In questa immagine siamo dove ho ascoltato il mio primo concerto di Stefano Rosso, al Lettere Caffè, dove lui spesso ultimamente suonava. Poi grazie al mio amico Federico ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona, con la sua voce sempre inconfondibile e la sua dolcezza incredibile.
Come penso per molti, quando Maria mi ha telefonato per dirmelo non ci volevo credere. Cavoli, lo avevo sentito spesso ultimamente nella mia raccolta di mp3 che ho in macchina. Già, Maria... e la prima cosa che mi accomuna con lui è proprio una data... e il 7 di dicembre stavo là, è nato un fiocco azzurro sul portone... anche Maria il 7 di dicembre di 20 anni dopo stava là, con il fiocco rosa sul portone. Per questo Compleanno è una delle canzoni che io e Maria abbiamo scelto in modo naturale come appartenente al nostro bagaglio principale. E' bella, è dolce, Stefano ci culla con le sue parole e ci accompagna in tanti momenti di sconforto. Ma non solo questa canzone. A me personalmente piace molto "Per male che gli vada", "Quello che mi resta", che fra l'altro ha un titolo identico a una canzone del mio Claudio Lolli, ma diciamo un po' tutto quell'album. Poi ci piace molto quella "Lettera a un pulcino" citata da Red, e sempre di quel disco "La rosa e il gabbiano", che associa la piccola storia di persone semplici a una melodia spettacolare secondo me. E' stato molto bello condividere con tutti questo splendido personaggio, in particolare condividerlo con Maria adesso e con Annalisa e con Gianni in passato.
Stefano Rosso me lo ha fatto conoscere Peppino, un mio vecchio compagno di scuola e amico, compagno di banco al primo anno di superiori, che amichevolmente tutti chiamavamo Pipino. Con Pipino abbiamo condiviso tanto, dalle interrogazioni, alle partite di basket e pallavolo giocate dappertutto, anche al campetto del Seminario Regionale di Chieti, dove entravamo sia col permesso dei preti, sia scavalcando senza permesso. E abbiamo condiviso tanta musica. E' stato Pipino che mi ha fatto conoscere a metà anni '70 anni sia Stefano Rosso e sia Rino Gaetano. Mi registrò un bel fullimmersion dei due album di Stefano che andavano allora, Una storia disonesta e E allora senti cosa fo, e di Aida e Mio fratello è figlio unico! Fu un colpo pazzesco per me. Non sto a dire quanto rovinai quelle cassette C60! Sono stato legato a Pipino per tutto il liceo, amavo il fatto che lui fosse una persona semplice proveniente da famiglia semplice. Poi dopo la scuola ci staccammo, anche se ci sentivamo ogni tanto, fino a quando ebbi la notizia della fine del povero Pipino. Aveva fatto l'autostop sulla strada che porta da Chieti a Chieti Scalo, e il tipo che gli aveva dato un passaggio si è schiantato. Ogni volta che ripenso a questa sfiga mi viene un groppo alla gola.
Sono tanti altri i ricordi che mi legano a Stefano. Ma penso di aver già detto abbastanza.
Un abbraccio amico mio!
Nico

Stefano Rosso, Roma 7 dicembre 1948-Roma 15 settembre 2008

giovedì 11 settembre 2008

Oggi


Non voglio sminuire quanto è successo alle torri gemelle (non ne avrei comunque bisogno, visto che ci pensano abbondantemente i media a non farlo) e soprattutto a chi si trovava dentro, ma non posso non dire che mi rompe da morire il fatto che questa tragedia sia successa proprio l'11 settembre. Non doveva affatto succedere, ma se è successo perché proprio questa data accidenti! Perché?

Prima c'era qualuno nei media o nei giornali che ricordava l'11 settembre come doveva essere ricordata, ora invece questa data è stata "rubata" comptetamente. E del brutale golpe cileno non ne parla quasi più nessuno ormai.

Non mi piace questa cosa, mi fa ribollire il fegato. Tutte le menzogne dette su quel golpe, soprattutto su Salvator Allende, i coinvolgimenti di potenti negati alla verità, le persone cacciate o costrette all'esilio (grazie agli Inti Illimani, anche per essere venuti qui da noi) o praticamente eliminate come Victor Jara, la resistenza della dolcissima Violeta Parra fatta con splendide parole. Tutto questo non ci viene più detto, è tutto diventato qualcosa che alimenta il vagone di notizie nascoste, che restano sotto silenzio.


Dentro di noi però, dentro i cuori di chi ascolta gli Inti Illimani da sempre o di chi continua a cercare tutte le notizie possibili su Jara, questa data rimarrà sempre scolpita nella memoria.
Nico

Salvator Allende, Valparaiso 26/06/1908-Santiago 11/09/1973

giovedì 21 agosto 2008

Antideathpenaltiano sempre


Sono stato sempre contrario alla pena di morte, sempre! In tutti i casi. E' sempre stato un mio pallino questo, fin da piccolo. E detesto le frasi fatte come "Se lo facessero a tuo figlio saresti anche tu favorevole!", dette come verità assolute da chi le dice.

Ma qui non voglio parlare della pena di morte come elemento legislativo. Ci sono tanti siti dove andare a cercare notizie e documentarsi sulle varie moratorie, sullo stato delle esecuzioni e su tutto quello che riguarda questo brutale flagello internazionale.

Qui voglio parlare invece di alcune mie considerazioni sugli Stati Uniti, che vengono citati da tanta gente come democrazia esemplare, che si dichiarano loro stessi una delle più grandi e più innovative democrazie... e poi mantengono questa pratica brutale da paesi preistorici che di innovativo proprio non ha un bel niente. Per non parlare di tutto il resto.

Eppure, con tutti i suoi contrasti, esiste anche qualcosa di positivo in questo senso. Ad esempio l'ultimo stato che ha abolito la pena di morte dalla propria legislazione l'anno scorso, che è il New Jersey, o il New Hampshire, dove non si registra più un'esecuzione da quasi 70 anni, o gli stati di New York e del Nebraska, dove è stata dichiarata incostituzionale (nonostante ogni tanto si registrino cambiamenti in senso negativo dipendenti da un eventuale governatore che entra in carica, come è successo anni fa nello stato di New York al passaggio da Cuomo a Giuliani), o addirittura l'Illinois, che pur avendo la capitalistica Chicago ha in atto una moratoria in tal senso. Tutto in contrasto col loro presidente Bush, che fa tanto il moralista con la Cina (che è sicuramente vergognosa per il modo in cui la applica), e poi è stato il primo presidente degli Stati Uniti dopo 50 anni a firmare di suo pugno l'esecuzione di un militare.

A me piace andare negli Stati Uniti, ci sono stato già 18 volte, ma quando ci vado un pensiero e un occhio di riguardo vanno a tutti quegli stati che non prevedono la pena di morte nella loro legislazione, e mi piacerebbe visitarli tutti. Attualmente sono questi:
  • Alaska
  • Discrict of Columbia
  • Hawaii
  • Iowa
  • Maine
  • Massachussets
  • Michigan
  • Minnesota
  • New Jersey
  • North Dakota
  • Rhode Islands
  • Vermont
  • West Virginia
  • Wisconsin
Fra questi il Michigan, secondo me uno degli stati più belli degli USA situato fra i laghi Michigan, Huron e Erie (Great Lakes State) merita una citazione particolare:
--- I think Michigan made a wise decision 150 years ago,'' said the state's Republican governor, John Engler. Michigan abolished the death penalty in 1846 and has resisted attempts to reinstate it. "We're pretty proud of the fact that we don't have the death penalty,'' Engler said, adding that he is opposed to the death penalty on moral and pragmatic grounds. ---

In Massachusets, visto il peso che ha una città come Boston per gli USA, qualche anno fa è stato fatto dal potere un tentativo di ripristino, che però è stato prepotentemente respinto a furor di popolo. Non male... ecco anche perché amo così tanto Boston!

Nico

giovedì 14 agosto 2008

Il mio amico Gianni




Da ragazzo spiare i ragazzi giocare
al ritmo balordo del tuo cuore malato
e ti viene la voglia di uscire e provare
che cosa ti manca per correre al prato...
(da "Un malato di cuore" - Fabrizio De Andrè)


Ho voglia prima di ricordare una sintesi di due pezzi che ho scritto qualche anno fa...


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Milano, 3 aprile 2000

... Venticinque anni di amicizia profonda, fatta molto spesso di "silenzi", che ci piacevano molto, e sorrisi! Noi ci volevamo bene così. Ma al suo funerale non ci sono andato! Il suo viso, che mi hanno detto fosse bellissimo prima di chiudere quel coperchio di legno pesante, non l'ho voluto vedere. Ho preferito piangere a Milano anziché lì vicino Pescara. Ho preferito ricordarlo con la sua Inter (che per me era quasi una seconda squadra, visto che era la sua squadra del cuore), con la sua televisione (difficile spesso fare altro quando si e' distrofici), con la sua Janis Joplin (che urlava per me tutto il mio amore per Gianni, il dolcissimo Gianni, che ora mi manca da morire), e contemporaneamente con la sua Patty Pravo (che contrasto! ma era qualcosa di suo, a cui sono tremendamente legato), con il suo Guccini a cui era orgoglioso di aver scritto delle lettere e di avere sempre ricevuto risposte, lui che la penna l'ha sempre trovata pesante... ricordo quando mi fece ascoltare Folk beat n. 1 e Due anni dopo, nel lontano 1977, e io lo abbracciai forte perche' non li avevo ancora sentiti. Ho preferito ricordarlo con quel "computer" che da tanto tempo voleva comprarsi e di cui chiedeva consiglio a me. E forse per il prossimo Natale ci saremmo riusciti. E invece non ha fatto in tempo. Ho preferito ricordare le nostre nottate estive, passate a chiacchierare fino alle 4 o le 5, in quattro in un letto matrimoniale, e chi mi ha visto sa che un letto matrimoniale lo occuo da solo! Ho preferito ricordarlo così. ...

Milano, 2 agosto 2001

... Sono a un giorno dalla partenza per le solite vacanze di agosto, che per me non sono più solite già dallo scorso anno... un'altra vacanza di agosto senza Gianni... avrebbe compiuto 46 anni dopodomani. Chieti-Castiglione a Casauria-Chieti: quella strada l'ho fatta per tanti anni! A Castiglione è legata una fetta enorme della mia vita. Nel 1977 a Orsogna, in provincia di Chieti, esisteva una comunità dove c'erano anche molti disabili. Lì si faceva anche una mezza specie di terapia di gruppo, non a livello psicoanalitico, ma semplicemente chiacchierando attorno a un tavolo. Io non ne volevo sapere i primi tempi, ma un giorno mi convinsi ad andarci almeno una volta e così io e mio fratello Michele andammo un fine settimana a Orsogna. Conoscemmo due fratelli, Gianni e Annamaria. Gianni stava su una sedia a rotelle, a causa della sua distrofia muscolare. Non so come spiegarlo, si stabilì fra noi quattro un qualcosa di molto particolare, di molto profondo fin da subito. Io divenni amico di Gianni senza nemmeno accorgermene, quando non c'era mi mancava come l'aria. Partii per la Sicilia, dove feci l'Università, ma quando tornavo a Chieti, almeno metà del tempo lo passavo a Castiglione (Gianni abitava lì). Poi, da buon meridionale, salii a Milano per lavorare. Certo, non potei più passare giorni e giorni di ferie da Gianni, ma ogni volta che tornavo a Chieti, un giorno da Gianni io dovevo andarci per forza.
Una delle cose più belle di Annalisa, quella che finora è stata senza dubbio la donna più importante della mia vita, era proprio questa, e cioè che si abituò anche lei alla presenza di Gianni in maniera naturale, condivideva una delle cose più belle della mia vita, Gianni, e quando andavamo a Chieti anche lei sosteneva che da Gianni bisognava andarci a tutti i costi, tanto era il piacere che entrambi avevamo di vederlo, di abbracciarlo e di stare con lui almeno un po'.
Gianni vive... vive dentro di me e vivrà sempre... è morto il 31 marzo del 2000 a 44 anni. Il suo piccolo e dolcissimo cuore ha smesso di battere, non ha resistito, e il vuoto che mi ha lasciato è immenso... tuttora io torno a Castiglione da sua mamma e da sua sorella... ma quando vado, continuo a dire "Vado da Gianni". ...

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Sono passati già 8 anni, e tante cose sono cambiate.

Mi è successa la cosa più importante della mia vita. Ho conosciuto Maria, e me la sono sposata :-)

Ora non abito più a Milano, ma a Torvaianica, appena a sud ovest di Roma. Sono più vicino al mare eheh... E sono anche più vicino a Castiglione a Casauria.

Ho conosciuto Massimo, che considero oggi l'amico uomo che sento più vicino. Mi ha accompagnato in questi 8 anni fra alti e bassi, da Milano a quiggiù nel Lazio (e io ho accompagnato lui da Milano alle Marche).

Guccini e De André mi hanno regalato diversi amici che frequento tuttora a cui non potrei mai rinunciare.

Mi hanno anche regalato altri amici che non frequento, ma che ricordo sempre con affetto.

Ho conosciuto Claudio Lolli e Paolo Capodacqua :-) Che mi hanno fatto girare l'Italia, dalla Calabria al Trentino!

H
o fatto in tempo a vedere Pierangelo Bertoli in concerto e a stringergli la mano! Lo saluto con affetto.

I miei nipotini sono cresciuti in modo esponenziale!

Fabietto è diventato mio collega e amico.

Paoletta è diventata mia collega e amica.

Ho conosciuto con piacere Umberto, senz'altro il collega a me politicamente più affine!

La mia sorellina si è avvicinata a me e Maria più che mai.

Ho ritrovato mio cugino Marco, dopo tanti anni! Grazie Nora.

Ho ripreso i contatti con l'Università, grazie all'affetto che mi lega al Prof. Corsini, che ho conosciuto a Messina quasi 30 anni fa e che ora è a Udine.

Ho continuato a viaggiare, sia per lavoro che per diletto... e tanto altro ancora!

Ho continuato ad andare da Gianni!

Lui tutto questo non lo ha potuto vedere, e questa è una delle cose che più mi manca. Soprattutto che Maria lo ha potuto conoscere solo dai miei racconti. Già, non è cambiato nulla da allora, Gianni ce l'ho sempre dentro di me. Si potrebbe dire che tanto lui vede da lassù. Ma non è la stessa cosa. La mancanza di quello che è stato sicuramente il mio amico uomo più importante è immensa sempre. Noi eravamo amici indipendentemente dalla sua condizione. E dalla mia... 40 chili fa, guardare foto per credere :-)

Nico

venerdì 8 agosto 2008

I tre elementi

Basket, chitarra e matematica. Appunto! Questi sono i miei tre elementi fin da piccolino... ehm, insomma, diciamo piccolo, visto che non sono mai stato proprio un nanetto :-) I tre elementi che sono entrati a far parte del mio corpo dall'esterno. Ciascuno dentro una foglia di trifoglio, di quel trifoglio che tanto mi piace proprio perché comune e si disperde nella massa. Anche se, confesso, mi piace possedere dei quadrifogli... l'ultimo me l'ha trovato la mia Maria di fronte alla Madonna del Ghisallo, grazie anche al mio amico Fabietto che ci ha portato in questo posto spettacolare.
Ora non so più cosa scrivere, è tanto che non riesco a mettere su una frase scritta, e sì che mi è sempre piaciuto tanto scrivere, nonostante l'Italiano non fosse proprio la mia materia.
Proprio per questo considero questo primo scritto già un successo! Ora vediamo a quando risalirà il prossimo!
Nico