Resistente nel tempo

e i miei amici io li ho chiamati piedi
perché ero felice solo quando si partiva...
(analfabetizzazione - claudio lolli)




sabato 4 febbraio 2012

Mica esistono solo i pennelli

Questo video che ho scoperto grazie al mio ex collega e amico Max, grande tifoso della mitica Virtus Bologna Basket, è talmente bello che ho avuto voglia di condividerlo qui pure io.



Sono rimasto parecchio impressionato durante la visione dalla classe con cui questa ragazza a un certo punto si mette a palleggiare per dare al suo disegno quei particolari tocchi di cui aveva bisogno. Nemmeno io palleggiavo così bene :-) Ma tutto sommato ci può stare, visto che ero un pivot come il nostro zione (di cui ho voluto linkare uno dei suoi post secondo me più belli di sempre) durante i tempi di gloria in cui avevo il fisico :)

Non finirò mai di stupirmi dalle forme d'arte che sono possibili, e chissà quante altre restano nascoste perché nessuno pensa di condividerle.

venerdì 27 gennaio 2012

Pietre d'inciampo

A volte ci si lascia prendere dalla frenesia del lavoro e delle cose da fare, dimenticando per periodi di tempo troppo lunghi secondo me tante cose importanti che ci sono attorno. Dell'esistenza di una di queste ho scoperto stasera. E' proprio quando meno te lo aspetti che si arriva a provare, quasi senza rendersene conto, delle forti emozioni che sono ancora più inaspettate proprio per il fatto di aver colpevolmente messo da parte i pensieri. Da un po' di giorni ho ricominciato ad ascoltare alla radio due trasmissioni che mi piacevano tantissimo in passato, ma che ormai da anni avevo trascurato, probabilmente per orari non coincidenti. Ritrovare Il ruggito del coniglio la mattina e Caterpillar la sera è stato quasi un tornare indietro nel tempo, precisamente a quando abitavo a Milano alcuni anni fa, in cui spesso la mia radio in macchina era sintonizzata su Radio2. Ma da quando abito a Roma faccio orari ancora più assurdi, e gli orari non coincidono. Invece da qualche giorno mi sto riprendendo qualche ora per me, e quindi il caso ha voluto che beccassi Presta e Dose al mattino, i quali mi hanno subito ricordato anche dell'appuntamento del tardo pomeriggio! Ed è proprio a Caterpillar che oggi ho scoperto l'esistenza di queste pietre d'inciampo.

Foto tratta da questo blog. Questo è il post.

L'iniziativa è nata in Germania oltre 10 anni fa per ricordare con questi sampietrini ricoperti d'ottone i deportati dell'olocausto, ma anche deportati per altri motivi (perché omosessuali per esempio). Queste pietre vengono commissionate dai parenti dei deportati e in genere vengono piantate in strada o sui muri davanti alle case di queste sfortunate persone. Questo perché la deportazione avveniva proprio mentre la persona stava vivendo la propria vita di tutti i giorni, quindi generalmente a casa, mentre dormiva, mentre faceva colazione, mentre faceva l'amore. Qui da noi quest'iniziativa ha faticato a prendere piede, e non ci se ne può certo stupire, ed è iniziata proprio un anno fa nel giorno della memoria dell'anno scorso a Roma, anche se in un comune piemontese sembra fosse già stata presa in considerazione da qualche anno prima.

E dopo l'emozione provata mentre ascoltavo Caterpillar è subentrata la rabbia dovuta a notizie che ho scoperto in rete per poter scrivere questo post, delle quali quella che salta più all'occhio è la rimozione e il furto di due di queste pietre, appartenenti alle sorelle Spizzichino. Ancora oggi c'è gente che vergognosamente non accetta di ricordare.

venerdì 30 dicembre 2011

Omaggio a Victor Jara, cantautore operaio

Il grande Gaber diceva "Ebbene sì, lo ammetto, ci sono stato! Li ho visti anch'io gli Inti Illimani! Però non ho pianto!"...già, quando si parla di musica sudamericana, in particolare di musica cilena piacevolmente di parte, i mitici Inti Illimani sono i primi a venire in mente, insieme a Violeta Parra. Adoravo in modo particolare gli Inti da ragazzo, e le loro canzoni spesso uscivano dalle corde della mia chitarra, corde che quasi da sole cominciavano a vibrare più forte facendomi entusiasmare quando si cantava El pueblo unido! C'era però una canzone, inclusa in un album degli Inti, che piano piano è entrata dentro di me senza uscirne più. "Correle correle correla, por aqui por allì por allà"... è da più di trent'anni che canto fra me e me spesso questi versi di El Aparecido! L'ho volontariamente linkata dal sito Canzoni contro la guerra del mio amico Venturi, proprio per introdurre il personaggio con cui voglio fare a tutti gli auguri di buon anno! Aprendo il link del compagno Venturi...toh, chi spunta...non gli Inti Illimani, ma una bella fotografia del cantautore operaio della resistenza cilena. Il grande Victor Jara! Ho scoperto diversi anni fa che El Aparecido non era degli Inti Illimani, e allora ho voluto subito saperne di più di Jara, del quale avevo solo sentito parlare come desaparecido cileno (mi piace pensarlo così, ma ci sono anche altre versioni probabilmente più autorevoli e veritiere che lo vogliono prima torturato e poi dopo alcuni giorni ucciso a colpi di pistola dentro lo stadio di Santiago dai militari del regime appena insediatosi) a causa della salita al potere di quell'energumeno figlio di puttana, che non voglio nemmeno nominare, aiutato nel feroce intento nientedimeno che da un immeritato Nobel per la pace (che schifezza) e da un vergognoso presidente americano. Uno degli episodi più adatti per il vaffanculo, con la stessa energia con cui ne ha detti tanti ultimamente un mio omonimo che sicuramente leggerà! ;)

Piano piano ho cominciato ad ascoltare, lo raccontavo tempo fa al mio amico Ezio, tutto quello che si trovava in giro di Jara, e la scoperta di questo cantautore operaio, che anche quando parlava d'amore ci faceva entrare dentro il mondo del lavoro, mi ha letteralmente conquistato. E infatti una delle canzoni più famose è proprio Te recuerdo Amanda, che parla sì d'amore ma da un punto di vista operaio (la fabbrica, il proprio uomo che ci lavora, la sirena che richiama al lavoro, la morte).



Ne esiste anche una versione in italiano praticamente introvabile, alla cui pubblicazione ha contribuito anche Francesco Guccini che ne ha cantata una buona parte! Accanto a queste parole e melodia di assoluta bellezza, vorrei citare anche un'altra canzone di Jara, che ci dà esattamente quella sensazione, che già conosciamo in De Andrè, di uomo attento agli ultimi, ai più deboli. La canzone si chiama Luchin, piccola storia di un bimbo povero e malato che abita e gioca in una delle zone più disagiate di Santiago. Da brividi! E anche questa è stata reinterpretata dagli Inti Illimani.

Grazie anche a Daniele Sepe, Jara ora è un po' più conosciuto anche qui in Italia in seguito alla pubblicazione dell'album "Conosci Victor Jara?". Passai mesi ad avere nel mio stereo di casa e della macchina le canzoni più belle di Jara, fino a quando appunto l'anno scorso, dopo una chiacchierata con Ezio sulla bellezza di un personaggio di questa levatura, mi sono deciso a trovare tutta la discografia. Che ora fa tutta parte a pieno titolo del mio bagaglio musicale e culturale.

Chiudo per fare a tutti gli auguri di buon anno con quella che forse per me è la sua canzone più bella, scritta da Jara poco prima del tragico colpo di stato dell'11 settembre 1973, costato la vita a tanti innocenti fra cui lo stesso Jara e l'indimenticabile Salvator Alliende.



Manifiesto è praticamente un testamento, una spiegazione del perché secondo Victor si dovrebbe prendere una chitarra, del perché lui ha deciso di prenderla e cantare. Non certo per la sua bella voce, o tanto per farlo (come purtroppo oggi sempre più spesso accade, senza curare i testi), o per prendere premi. La sua chitarra, che ha del sentimento, non è certo per ricchi, ma per "impalcature"! Si dice che Jara avesse presagito quello che sarebbe accaduto nei mesi siccessivi, e questo manifesto assolutamente politico ne sarebbe stata la sua testimonianza.

Per fortuna nostra, nonostante il regime ce l'abbia messa tutta per far sì che di Victor Jara scomparisse non solo il cadavere, ma anche tutto il resto e non rimanesse nulla di "comunista" in giro, le sue canzoni ci sono arrivate tutte grazie a sua moglie Joan, di origine anglosassone, che ne ha depositato le registrazioni e i rarissimi video presso la sua ambasciata.

Si sono dovuti aspettare quasi 20 anni perché venisse riconosciuto ufficialmente il suo assassinio da parte dei militari del golpe. Altra vergogna da aggiungere, a posteriori, a tutto il resto. Voglio fare un ringraziamento particolare a Riccardo Venturi, il quale nel suo bellissimo sito Canzoni contro la guerra, che ho citato all'inizio, ospita parecchio materiale di Victor Jara. Ancora buon anno a tutti.

lunedì 19 dicembre 2011

Per forza adesso!

Probabilmente nell'ultima settimana dell'anno avrò finalmente un po' di tempo...come dicevo ai miei amici stasera, è da settembre che non mi sono fermato un attimo. Però...però questo breve saluto velocissimo lo devo fare per forza adesso...che sono le 3 di notte e sono a Parma...reduce però da una bellissima serata vicino al luogo della foto! :-)


Questo bellissimo posto si trova abbastanza lontano da Parma, dove sono dovuto venire per lavoro...si trova in Lombardia, sulle rive di un piccolo lago, quello di Varese. E' lì che avevamo appuntamento con Robydick, Zio Scriba e un altro fantastico giovanissimo personaggio che naturalmente entra anche lui a far parte dei miei "piedi dal vivo", come era già successo appunto prima con il nostro zionescribesco, poi con Robycinedick, poi con Sarah, con il mio omonimo Domenico, con il fumettista Zaghi! Il personaggio in questione è Gregputin! La prima cosa che pensi sentendolo parlare è "bene, un altro giovanissimo promettente"... non siamo soli! Ma insieme a tutto questo c'è stata una coincidenza straordinaria che ha completato la serata. Io arrivavo a Malpensa da Roma, ma anche la mia collega e amica Daniela arrivava a Malpensa più o meno allo stesso orario, ma da Madrid! Non ci vedevamo da un po'! E a volerla organizzare di proposito, non ci saremmo certo riusciti così bene!
Ringrazio davvero tutti per la bella serata, fatta di risate e di autentico affetto! L'abbraccio dello zione ne è la testimonianza più evidente! L'unico dispiacere è quello di essere andati via troppo presto (io dovevo farmi questi 200 chilometri fino a Parma). Come dicevamo con Mimmuzzo Baol tempo fa in aeroporto, è sempre bello questo fatto di passare in piedi dal vivo! Soprattutto per quello che ha portato a questo passaggio. E perché sai che di serate come questa ce ne saranno altre.
Buonanotte, a prestissimo

mercoledì 7 dicembre 2011

E il 7 di dicembre stava là...

...è nato un fiocco rosa sul portone...ma per fortuna non può dire di aver preso già il bidone, visto che ha trovato me :-) Eheh vedo la sua faccia in questo momento :)



...ti stringo forte a me e sento che mi batte forte il cuore...e' sempre così che succede tutte le volte che abbraccio Maria! Proprio come cantava il nostro caro Stefano, che era nato appunto lo stesso giorno di Maria, in questa sua bellissima canzone, che fa e farà sempre parte della nostra colonna sonora in qualsiasi IPOD o in qualsiasi CD di MP3, così come i primi tempi era dentro la cassetta C90 che passava più spesso in macchina. Sì, Stefano è stato uno dei nostri punti fermi, e l'emozione è stata doppia quando l'abbiamo conosciuto di persona, circa 10 anni fa in quel di Cantù, per un concerto organizzato dal nostro amico Andrea Parodi (mi ricordo che Alli ha recensito il suo bellissimo disco Chupadero, fatto in collaborazione con Bubola e con La Rocca)...sprizzava dolcezza da ogni parte del suo corpo, il nostro piccolo grande Stefano che ci manca tantissimo.

Le canzoni che ci hanno accompagnato sono tante, ci sono i suoi concittadini Edoardo Bennato e Pino Daniele, ci sono Bertoli, De André, Guccini, Branduardi, Rino Gaetano, e anche il mio martellamento con Lolli (per fortuna per lei piacevole, nonostante i chilometri di macchina a cui spesso l'ho sottoposta) ci ha portato ad avere anche una sua canzone nella nostra top-ten (Viaggio per l'esattezza...sentirla fare da lui per la prima volta a Ostia non ha avuto prezzo).

Ultimamente però c'è un'altra canzone che ci sta accompagnando spesso, e che io voglio dedicarle adesso per il suo compleanno. Una canzone che, sbagliando, avevamo tralasciato sia io che lei l'anno in cui uscì. Questa storia d'amore adolescenziale per la propria professoressa secondo noi è un vero capolavoro, per le parole sicuramente ma soprattutto per la musica, che soltanto un uomo straordinario come Ivan Graziani avrebbe potuto adattare così bene al testo.

...per respirare di nuovo la vita vissuta con te.....


sabato 29 ottobre 2011

La mia libertà

Il feto iniziò a crescere, ma già da allora si cominciò a intuire che non sarebbe stata una vita facile per me. Già lì dentro infatti non è che venissi trattata molto bene, mi si sballottava a destra e a sinistra, si costringevano le mie piccole orecchie a sentire urla in continuazione e mi si faceva respirare di tutto, tanto fumo nero mi avvolgeva sempre dalla mattina alla sera e io non potevo farci nulla. E così arrivò quel giorno, esattamente dieci anni fa, in cui non ce la feci più di stare in quel luogo che mi stava così stretto e che mi stava portando pian piano alla fine, per cui anche se rischiavo ancora di più di morire decisi ugualmente di uscire, più di tre mesi prima di quanto avessi avuto diritto di aspettare se le cose fossero andate meglio lì dentro. Ma per fortuna si intuì subito che pure la morte mi stava stretta e che, porca miseria, io volevo vivere a tutti i costi! Sapevo infatti che la mia libertà, se volevo, la potevo avere!



Già, la conoscete questa canzone, vero? Mio zio la suonò e la cantò a mia zia per telefono, qualche ora dopo che ero appena uscita, proprio nel momento in cui i medici le diedero, insieme a mia madre, a mio padre e ai miei nonni, una speranza ridotta a un lumicino! E in effetti non è che avessero tutti i torti quei dottori, quando uscii ero nerissima, piena di catrame addosso, e se devo dirvi la verità non so nemmeno io come riuscii a respirare. In quel momento la mia strada lungo le stagioni poteva esser breve secondo i medici, ma poteva anche essere infinita secondo me. E sì, mio zio ci aveva visto giusto! Anche se mi misero subito in incubatrice, ovviamente, cominciai subito a farmi valere. Infatti piangevo spesso e non stavo mai ferma, ma non so, forse i miei zii telepaticamente mi trasmisero con quella canzone qualcosa che mi diede una forza incredibile. Sicuramente mi trasmisero l'amore per la musica! Infatti, anche se ero in incubatrice, i medici e gli infermieri a un certo punto si accorsero che c'erano momenti in cui io stavo buona, ma se in quei momenti spegnevano la radio io cominciavo ad agitarmi di nuovo. E smettevo solo quando le note ricominciavano a risuonare nello stanzone in cui mi trovavo con i miei coetanei. Fu una scoperta sensazionale, né i miei genitori, i miei nonni e i miei zii volevano credere ai loro occhi! E che dire quando, pochi giorni dopo, io mi andai a riprendere da sola il ciuccio che era sgattaiolato fuori dalla mia bocca senza il mio permesso. Io avevo cominciato a cercare il sole, nonostante le circostanze stessero facendo di tutto per impedirmelo. La speranza delle persone che amo di più al mondo stava facendosi sempre più concreta, il nero passò, e poco tempo dopo fui finalmente a casa coccolata da tutti. Certo che me la sono vista brutta eh?

Purtroppo non è finita lì. Certo ero ormai fuori pericolo, meno male, ma come vi dicevo all'inizio gli anni che vennero dopo non furono così facili per me. Più volte sono stata strappata dalle persone che amavo, mi si è impedito di vederle anche per più di un anno una volta e solo il cielo in quel caso ha voluto che potessi abbracciare un attimo mio nonno, a cui volli bene più della mia vita, poco prima che morisse. Sono stata contesa a destra e a manca, sono diventata merce di scambio per i carcerieri di questa società che pensa solo al denaro, e tutto senza tenere minimamente conto di quelli che fossero i miei desideri, di quello che volessi io. Sta di fatto che oggi è il mio compleanno e io più che mai mi sento come un uccello che vola alto nel cielo senza aver padroni, perché sono solo io che ho voluto vivere e trovare la mia libertà. Infatti sono ancora qui, circondata dall'affetto di tutte le persone che mi hanno sempre voluto bene. Grazie zio per aver cantato alla zia quella canzone, e grazie a te e alla zia di amarmi così tanto e, soprattutto, di conoscermi così bene.

mercoledì 28 settembre 2011

Quando Facebook serve veramente

Maria e io siamo appena tornati a casa! Eravamo a Ostia, con la coppia di amici di sempre, Paola e Ezio, e con la nostra amica Enrica, a una ventina di chilometri da casa! Mai così vicino (poi capirete)! :) Stasera l'emozione ha toccato livelli stratosferici, tanto da farmi avere questa voglia pazzesca di scrivere subito, nonostante il periodo abbastanza incasinato che sto passando (nulla di grave, solo una serie di impegni continuativi di lavoro che mi stanno portando quasi sempre in giro senza lasciarmi in pace e che proseguiranno almeno per un altro mese) e che sicuramente alcuni di voi avranno intuito vista la mia latitanza in questo splendido luogo (grazie a chi mi ha cercato, in particolare a Giò, che è stata la prima ad accorgersene). Ma stanotte devo scrivere per forza, e lo voglio fare subito, prima che questo splendido momento passi!

Che c'entra Facebook? C'entra, c'entra! Come si direbbe a Milano, passa parecchia "fuffa" attraverso questo social network, si ricevono continui inviti a mezzo mondo, gente che ti chiede di giocare per poter avere più punti, insomma una baraonda, soprattutto per chi si collega poco come me! Ma, in mezzo a tutto questo marasma, ci sono anche situazioni belle! Una di queste è quando ti arrivano certi tipi di invito, che il più delle volte non potresti avere in altra maniera, e che danno poi origine a serate come quella che abbiamo appena passato.


Stasera Lolli era proprio in forma! La prima emozione forte che mi ha dato è stata quando siamo arrivati in trattoria. Lui era seduto a tavola e stava mangiando con gli immancabili Capodacqua e Alesini. Appena ci ha visto, il suo volto si è riempito di un sorriso bellissimo che lo ha fatto alzare rapidamente da tavola, visibilmente felice di averci visto, per venirci incontro e abbracciarci, dicendo a me e Maria che ci vuole molto bene. Queste emozioni sono impagabili, e lui lo sa che il bene che ci vuole è ricambiato mille volte! La gioia di vederlo tornare a sedersi col sorriso è stata impagabile. Ma le emozioni non sarebbero finite qui. Dopo cena andiamo nel luogo dove era stato allestito il palco, e dopo 5 minuti il primo a salire prendendo la chitarra è stato Paolo Capodacqua, che ha cominciato ad arpeggiare dolcemente qualcosa di familiare, anche se mai sentita in quasi 12 anni di concerti che ho visto...arriva Claudio, prende il microfono, e..."E da un'uscita di galleria, col cuore in gola ti trovi in faccia il sole..."...io e Maria ci guardiamo in faccia prendendoci per mano, entrambi commossi...sì, "Viaggio" è la nostra canzone, quella con cui ci siamo conosciuti, e Lolli finora non l'aveva mai fatta in concerto negli ultimi 10 anni! Davvero, è stato bellissimo per tutti e due! Subito dopo comincia una sequenza di canzoni con un misto di politica, protesta e amore, ma il bello è stato che per la prima volta il trio ha sperimentato la formula vincente dell'album Ho visto anche degli zingari felici, in cui tutte le canzoni si susseguono senza mai smettere di suonare! Ne ha fatte diverse così! E mentre Capodacqua chiudeva "Adriatico" con il suo splendido assolo, ecco che arriva la terza emozione forte...Lolli si sposta sul palco nella parte laterale, vede me e Maria fra il pubblico, e ci manda un bacio dal palco! Vivere momenti così non ha davvero prezzo! Io e Maria in quel momento non senza un po' di commozione ci siamo detti "Quest'uomo è di una dolcezza incredibile!".

Un finale in crescendo, con l'accoppiata "Anna di Francia" e "Zingari" da pelle d'oca e quindi l'ultimo bis. A sorpresa, anziché chiudere con Borghesia, l'ultima canzone è stata "Angoscia metropolitana", con Claudio che prima di cantarla, invitando a chiedersi se dopo 40 anni le cose fossero realmente cambiate o se questa canzone non sia invece più attuale adesso, ha detto al pubblico "Ovviamente, se siete venuti qui, sicuramente pensavate di ridere parecchio!" :-)

Simpatico il momento in cui ce ne siamo andati. Mentre lo salutavamo Lolli mi dice "Quell'ultima canzone la dedico a te". Alla mia risposta "Sai Claudio, Angoscia metropolitana è stata la prima delle tue canzoni che ho ascoltato da ragazzo", Paolo Capodacqua non si è lasciato sfuggire l'occasione di una battuta servita su un piatto d'argento, e mi ha detto "E' da lì che hai deciso di continuare!!!" Eheheh, ebbene sì, e infatti sono ancora qui! Vivo! Buonanotte a tutti :)