Resistente nel tempo

e i miei amici io li ho chiamati piedi
perché ero felice solo quando si partiva...
(analfabetizzazione - claudio lolli)




sabato 24 settembre 2016

Sviscerati in tutte le loro sfaccettature

Sopra l'oceano Atlantico, 24 settembre 2016

Sviscerati in tutte le loro sfaccettature :-) Nicola non può nemmeno immaginare quante risate, o forse dovrei dire sorrisi, mi si materializzano automaticamente da dentro tutte le volte che leggo questa frase, quasi senza accorgermene, mentre sono seduto al posto 29D del volo Alitalia AZ603 da New York a Roma con il mio iPad acceso con su l'ebook di Mailand acquistato prima di partire la settimana scorsa.


Pagina dopo pagina, parola dopo parola, mi sto appassionando a questa mia ennesima lettura ad alta quota...e ancora una volta devo ingraziare lo zione per questo, con la sua ironia, la sua dolcezza e la sua schiettezza. Altro capolavoro del mio amico questo "Mailand"!


Ci tenevo a scrivere questo brevissimo post in aereo, mentre vado avanti con la lettura e sono quasi arrivato alla fine in un batter d'occhio. Le descrizioni del Nick riescono a farti entrare dentro la storia, a farti vedere con i tuoi occhi i tre uffici, il bar, la pizzeria e la stanza, e perfino a farti appassionare al Risiko, anche se da ragazzo ci avrai giocato due o al massimo 3 volte. Del resto uno sfegatato detrattore di ogni tipo di guerra, anche nel caso dei giochi, lo sono sempre stato!

Bravo Nicola, ancora una volta! E di' la verità che è la prima recensione su Mailand che ricevi a lettura in corso e per giunta da un'altezza di quarantunomila piedi...ovvero circa dodicimila metri :-)

Nico

venerdì 5 agosto 2016

Quando è ora

La prima volta che ho sentito questa canzone di Maria Devigili ne sono rimasto letteralmente folgorato. Prima del grande piacere che ho provato nel conoscere Maria di persona. Le parole così incisive, così cariche di rabbia e che vanno dritte al problema, da allora mi tornano spesso alla mente. In questi giorni più che mai.



Spesso infatti, dai discorsi che faccio con le persone che mi stanno accanto, mi rendo conto che tutto quello che è successo e che continua a succedere, la mancanza di solidarietà, la voglia di avere sempre di più e sempre ad appannaggio di pochi, è in realtà quello che ci ha portato a questo punto.

Proprio oggi a tavola Maria, la mia Maria, quella compagna con cui condivido felice la mia vita, parlando con i suoi zii diceva appunto questo, che se le torte disponibili fossero veramente ad appannaggio di tutti, se ci si sapesse accontentare veramente tutti e ci fosse condivisione totale delle risorse, davvero non ci sarebbero né guerre né fame, se non andasse tutto agli sceicchi, ai politici, ai miliardari e soprattutto, frase che mi ha colpito, se queste persone mangiassero in piatti normali e non d'oro! Poi ci si chiede perché io amo così tanto questa donna!

Maria Devigili lo ha detto molto bene in questa canzone, sarebbe ora di accontentarsi...accontentati della bellezza che non è mai la stessa...ecco l'acqua quando serve, ecco il sole quando serve, soffia il vento quando serve, giunge il buio quando è ora.

sabato 30 aprile 2016

E io che l'ho fatta studiare a Detroit!

Non è di questa straordinaria scena che voglio parlare, ovvero di Johnny Stecchino che pronuncia questa frase quando, nei bagni dell'autogrill, capisce di essere stato tradito da Maria.

Ma, quando è iniziata questa estenuante avventura, quella è stata la prima cosa che ho pensato! Ridendo un po' amaramente, visto che è la prima volta che mi capita questa cosa.

Ero in aereo, in volo da Atlanta a Roma, quando a un certo punto si spengono tutti i video dell'aereo mentre stavo vedendo il bel film con Hugh Grant, in cui lui parte da scapolo incallito e si ritrova ad aver a che fare con questo ragazzino straordinario, Marcus. Esatto, si tratta proprio di About a boy.

Inizialmente il pilota dice che ha dovuto disattivare i video temporaneamente. Poi però, dopo circa un'ora (quindi erano già quasi 4 ore che volavamo), il pilota dice che si è rotto il sistema di rilevazione antifumo, e non se la sente di proseguire fino a Roma. Per questo ci dice che dobbiamo tornare negli Stati Uniti e che atterreremo a New York o a Detroit. Secondo voi qual era l'aeroporto più lontano? Appunto, Dertoit! Con la promessa che a Detroit avremmo trovato un aereo pronto per portarci a Roma alle 2 di notte. L'aereo c'era. Ma l'equipaggio no! E come non pensare a quella scena di Johnny Stecchino?

E così, fra le incazzature della gente, chi rivoleva i soldi indietro, chi voleva l'hotel in 10 minuti, chi voleva che si andasse a stanare un intero equipaggio a casa...beh, ho deciso di restare calmo quando ci hanno comunicato che l'aereo c'era, ma sarebbe partito alle 3 del pomeriggio.

E così, dopo avere aspettato quasi 3 ore nelle sedie vicino al fantomatico aereo, mi sono ritrovato senza hotel qui nel luogo rappresentato dalle foto qui sotto.




Siamo nella sala lounge della Delta, proprio all'aeroporto di Detroit. Mi sono fatto un paio d'ore di sonno sulla poltroncina dalle 5 e mezzo alle 8 meno un quarto circa, dopo di che mi sono preso il primo caffè e ho fatto una splendida colazione con latte e cereali. Ammetto che Candy Crash mi ha tenuto un po' di compagnia fino a quest'ora, insieme ovviamente a qualche telefonata a Maria, inclusa una videochiamata! :-) Meno male che c'è sempre lei a rassicurarmi e ad aiutarmi a prendere le cose con filosofia!

C'è da dire che il pilota ha fatto benissimo a tornare indietro! Quello che non è stato molto buono è la gestione delle emergenze. Visto che per rientrare a Detroit ci abbiamo messo circa 3 ore da quando il comandante ha deciso di fare marcia indietro, in 3 ore un equipaggio si poteva trovare benissimo.

E adesso sono le 11 e un quarto qui (in Italia sono già le 17:15) e delle 14 ore da trascorrere qui in aeroporto ne sono già passate un po', e ne mancano meno di quattro alla partenza. Sperando che non ci sia qualche altro inconveniente!

Come si suol dire caro Nico, c'è sempre una prima volta!

martedì 8 marzo 2016

Bologna è una vecchia signora

"Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli, col seno sul piano padano e il culo sui colli"...così scrisse e poi cantò Francesco Guccini in tantissimi concerti.


Tornare a Bologna, anche se per lavoro a tempo pieno e senza poter vedere gli amici (altra canzone del Guccio), è sempre una forte emozione per me. Nonostante non sia più quella di una volta, quella cantata da Lolli e dai suoi zingari felici in Piazza Maggiore, ben lontana dal "renzianesimo" di oggi.

Però ci sono sempre tante cose che tornano alla mente quando vengo qui. Il sapore dei tortellini in brodo per esempio, quel brodo che solo qui sanno fare e di cui mi è rimasto in bocca il sapore, nonostante ieri sera un collega inglese abbia portato me e un altro collega italiano in un American Bar. Buoni anche i chicken wings, li prendo sempre negli Stati Uniti! Ma qui ci volevano i tortellini, non ci son discussioni! :-) Oppure, tornando a noi, torna alla mente quella Bologna con i caratteristici portici, lunghissimi, che dalla stazione portano in centro. Sono sicuramente il mio ricordo più antico, quello che mi rimase più impresso quando, da adolescente, ci venni per la prima volta, e anche da solo. Per non parlare di San Luca, quel santuario che quando lo vedi dall'autostrada ti fa dire "Fiuuu, siamo arrivati a Bologna".  Appunto, il culo sui colli.

Bologna è la città del mio Claudio Lolli, come dimenticarlo? Lolli che ha scritto anche quelle cose da non dimenticare, come la canzone "Agosto"!


Qui l'ha cantata in uno dei tanti suoi concerti a cui ho assistito! La canzone parla della strage del treno Italicus nel 1974. Così non si può dimenticare la strage di Bologna del 1980. Mio papà era su un treno proprio quando successe, ma lontano da Bologna. E poi quella del rapido 904. Bologna rappresenta il filo conduttore di tutte queste morti provocate dalla medesima matrice.

Bologna però è anche altro. Come dicevo è la vicinanza dei miei tanti amici emiliani e romagnoli, di mio cugino Mimmo e della sua famiglia, che fin da piccolo ricordo tramite la frase "Mimmo è a Bologna". Bologna è l'ispiratrice di una delle più belle canzoni che ho scritto, e che tengo sempre per me nel mio cuore.

Sì, è proprio così, Bologna è una vecchia signora! :-)
Nico

PS. Aggiunta di questa sera...e beh, come dicevo stamattina, ci volevano assolutamente :-)))


domenica 28 febbraio 2016

Una bellissima dedica

Qualche anno fa dedicai in maniera naturale a mia moglie Maria una bellissima canzone di Angelo Branduardi, che si intitola Per ogni matematico, e lo feci proprio qui sul blog. L'illogica logica del matematico era proprio quello che sentivo in quel momento e che continuo a sentire tuttora.

Non è cambiato nulla in questi sei anni, le emozioni sono sempre le stesse, sempre forti allo stesso modo. E lo sono state anche ieri sera presso una piccola enoteca di Roma, L'Acino che vola, dove si vivono durante la cena momenti di autentico calore gustando anche del buon vino insieme alle persone care.

Ogni tanto andiamo a sentire all'Acino due amici, Maurizio e Riccardo, che formano un duo chiamato Polistrumentando Mau e Ric, ormai collaudatissimo da diversi anni. Con Maurizio c'è un rapporto direi di fratellanza da oltre 15 anni sia con me che con maria, siamo politicamente molto affini e musicalmente i nostri gusti sono sempre stati sovrapponibili. Poi lui suona la chitarra, il mandolino, e qualsiasi strumento abbia delle corde, in maniera sublime. Abbiamo passato insieme tanti momenti, a casa nostra, sua o in giro per l'Italia, e lo abbiamo visto spesso suonare. E ora anche Riccardo ci ha conquistato. Anche lui suona di tutto! :-)

Li abbiamo visti insieme per la prima volta sempre all'Acino, e il loro repertorio di cover prevedeva De Andrè, Guccini, i Gang, Rosso, Bertoli, insieme a musica popolare, ma è sempre stato soprattutto Branduardi il più suonato. Visto questo, abbiamo chiesto loro in maniera scherzosa qualche anno fa di farci Per ogni matematico, e da quella volta forse ne avremmo parlato solo un'altra volta.

Qualche giorno fa, in occasione di un bel concerto tributo a De Andrè insieme a un altro amico cresciuto al Folkstudio di Roma, Massimiliano D'Ambrosio, Riccardo tira fuori di nuovo il discorso dicendo "Prima o poi ve la faremo la canzone". Quando Maurizio ce lo ha detto che l'avevano preparata, non ci volevamo credere!

E così ieri sera a un certo punto, a metà concerto, Maurizio e Riccardo ci guardano dicendo "Allora, a potemo fa'?" :-) E così è partito l'arpeggio, un susseguirsi di emozioni, dovuti anche al fatto che hanno curato ogni particolare di questa canzone, con bravura e professionalità. Creare il video, anche se molto casalingo, è stato immediato.

Polistrumentando Mau e Ric all'Acino che Vola

Bravissimi ragazzi, standing ovation! E un grazie di cuore per questa dedica sorpresa che non sto qui a dire quanto sia stata gradita a me e Maria! Solo un piccolo velo di tristezza per altri due amici che non sono potuti venire perché hanno chiamato quando ormai era tutto prenotato! Ma ci rifaremo, eccome!

Ci rivediamo presto, un abbraccio

venerdì 29 gennaio 2016

Un pomeriggio con Claudio Lolli

Lunedì scorso mi sono fatto un regalo, un bellissimo regalo, ma ancora più grande è stato il regalo che mi ha fatto lui, permettendomi di passare qualche ora insieme nonostante le sue purtroppo non buone condizioni di salute. Come scrissi tempo fa in questo post, lo considero a tutti gli effetti uno dei miei padri, un uomo che mi è sempre stato vicino con i suoi testi bellissimi e sempre schierati, con una musica che a me piace. Naturalmente sto parlando di Claudio Lolli. Non sta tanto bene purtroppo e non può stare tanto tempo in piedi, però la sua energia l'ho sentita di momento in momento! Quando gli ho chiesto se ci facevamo un selfie, ha sorriso pensando a questi nuovi termini tecnologici e con dolcezza mi ha detto "Molto volentieri caro! E non preoccuparti se mi vedi non in grandissima forma, puoi dirlo tranquillamente che non sto benissimo!" Davvero un grande!

Selfie con Lolli a casa sua

Un uomo che ha cominciato anche a volermi bene dal vivo da oltre 15 anni. Lo dimostra per esempio uno degli episodi che racconto sempre, successo dopo un viaggio rocambolesco con un mio caro amico da Milano a Recanati per sentire il suo ennesimo concerto. Ero fra il pubblico e lui, finita una canzone e prima di iniziare l'altra, disse a voce alta al suo chitarrista e amico fraterno Paolo Capodacqua: "Guarda, c'è Nico!" E Paolo, ovviamente, senza esitazione gli rispose: "Oh no, anche qui è venuto!". Il bene che voglio a quest'uomo non si può descrivere a parole, e molti di voi lo hanno imparato a conoscere attraverso le mie parole. Basta infatti fare una ricerca per "Lolli" nel blog e si ha la soluzione! :-)

Con questo post però voglio prima fare un regalino a una persona per il suo compleanno, che è domani! Esatto, è lui, lo conoscete tutti, il grande Nicola Pezzoli, detto Zio Scriba! Ho infatti fatto un bel regalo a Claudio :-)

Lolli con "Quattro soli a motore"

E' stato molto contento di riceverlo e ha detto che lo leggerà molto volentieri. Sarà sicuramente molto felice quando saprà di essere stato citato nelle prime pagine dell'ultimo lavoro di Nicola, ovvero "La campagna di Plaxxen"! Quindi che altro dire, buon compleannno Nicola! :-)

Il tempo passato insieme con lui a casa sua è stato incredibilmente tenero e piacevole, abbiamo parlato di tante cose e la sua cultura è talmente ampia che ti fa sentire piccolo piccolo. Si è parlato delle sue e delle mie letture, dei suoi amici che gli mancano, in particolare Paolo Capodacqua, dei suoi colleghi cantautori, di quelli che lui considera talenti emergenti fra cui Maria Devigili, che mi ha detto va a trovarlo spesso a casa e che grazie al post dell'amico blogger Diego l'Alligatore ho imparato anche io a conoscere e ad amare riuscendo a conoscerla di persona e a diventare suo amico, di Luca Bonaffini, di Alberto Bertoli. C'erano anche sua moglie Marina, che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere, e il suo secondogenito, un bellissimo ragazzo alto e biondo, che mi ha offerto il caffè e che...gioca a basket!!! :-)

E' passata una settimana...ma sto ancora vivendo della bellezza di quel pomeriggio.

Gli ho promesso di tornare a trovarlo ancora con Maria. Gli sono brillati gli occhi, e ha detto che ci aspetta con impazienza.

mercoledì 13 gennaio 2016

Politica e pentastellati

E' un po' che non parlo di politica. Ma perché questo? Perché sono ormai molto amareggiato da quello che è avvenuto in questi ultimi anni.


Mi ricordo quello che dicevo una volta ai miei amici, e cioè che bisogna andare a votare, altrimenti la diamo vinta a tizio o a caio, avendo in testa sempre una società più equa e giusta e ritenendo che ci fosse chi se lo poneva come obiettivo. Con amarezza invece sono dovuto arrivare anche io a non andare a votare. Come faccio, nessuno ormai mi rappresenta più fra le forze politiche italiche, a parte qualche persona purtroppo troppo singola e sola.

C'è anche una cosa molto grave a cui tutto l'ambaradan di questi ultimi anni ha portato, e cioè alla confluenza di tanta gente da destra, ma soprattutto da sinistra, in un movimento che per bocca del suo capo (che una volta mi era anche molto simpatico) pensa di mettere tutto a posto, di risolvere tutti i problemi...sì certo, tutti i problemi di bilancio delle realtà che gestiscono, in qualsiasi modo, a qualsiasi costo, che importa se questo implichi cittadini che perdono il posto di lavoro, o se si cerchi di recuperare crediti anche con l'inganno.

Della completa ignoranza e indifferenza del movimento nei confronti del welfare non serve dilungarsi secondo me, credo sia sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere. Voglio però raccontare un'episodio che mi è successo in questi giorni, e che mi ha convinto ancora di più che non c'è buona fede in tante azioni che si fanno per risistemare il bilancio.

Il comune in cui vivo è amministrato dai pentastellati, che già si sono fatti conoscere per essersi fatti belli con la risistemazione dei conti, senza però dire quanti hanno perso il lavoro comunale. Sono bravi tutti a risolvere i problemi di bilancio tramite licenziamenti, per giunta legalizzati.


Allora, ho ricevuto a casa un'ingiunzione di pagamento della tassa rifiuti del 2010. In cui l'approccio era ben chiaro nella parte principale dell'avviso, e cioè "NON HAI PAGATO, prendi il bollettino già maggiorato e paga, guai se non paghi te lo aumentiamo del 30%.". Poi in piccolo in terza pagina "se hai pagato porta all'ufficio tributi il bollettino pagato". Beh, almeno non è stato necessario il ricorso scritto, con raccomandata più ricevuta di ritorno, eccetera eccetera. Io, incazzandomi ma essendo possibilista, ho subito pensato "può succedere". E così ho recuperato l'hard disk, ho cercato il bollettino pagato, l'ho stampato e sono andato a consegnarlo. Beh, non ci crederete, ma c'erano almeno una trentina di persone all'ufficio tributi per lo stesso motivo. Uhm...com'è possibile che venga inviato un'avviso a tappeto a tutta questa gente che ha pagato? Certo, giustamente chi non ha pagato paga, ma ingiustamente chi non ha trovato il bollettino paga una seconda volta? Poi ho capito...il 2010 fu l'ultimo anno in cui il versamento andava fatto via bollettino postale, meno controllabile. Dagli anni successivi si è passato a MAV o F24, sicuramente più controllabile. E allora mi è lecito pensare che, vista l'enorme quantità di persone che questo bollettino lo hanno trovato e che, come me, hanno ricevuto l'avviso, ci sia stato dolo? Della serie "se non lo facciamo con il 2010 non lo facciamo più.

Non metto in dubbio che simili trucchetti possono essere applicati da qualsiasi amministrazione, ma certamente i primi ad applicarli sono proprio coloro che vogliono, anzi hanno bisogno, più degli altri farsi belli nel far vedere la propria efficienza per catturare il favore degli elettori.