Resistente nel tempo

e i miei amici io li ho chiamati piedi
perché ero felice solo quando si partiva...
(analfabetizzazione - claudio lolli)




venerdì 22 giugno 2012

Dolci misti da emigrati


La mia amica Sarah, con il suo simpaticissimo post misto abruzzese-romano, mi ha fatto venire in mente qualcosa del genere di altrettanto simpatico, ma un po' più in grande.  Come sappiamo nel dopoguerra l'emigrazione italiana verso gli Stati Uniti, il Canada e l'Argentina, ha toccato sicuramente dei picchi elevatissimi, e il fenomeno durato almeno una ventina d'anni toccava in genere intere famiglie, che a scaglioni nel giro di pochi anni decidevano di muoversi a cercar fortuna, lasciando l'Italia definitivamente.  Padri e madri, e successivamente zii, flgli e nipoti, se ne andavano, stabilendosi nel 9o% dei casi in una medesima area.  New York e dintorni sicuramente rappresenta una delle aree più gettonate.

Sono venuto in contatto con questa realtà due volte.

La prima senza rendermene conto, perché ero troppo piccolo.  Il cugino di mia mamma infatti, con sua moglie, si trasferì nei dintorni di New York quando avevo meno di 10 anni, e quello che mi ricordo è solo il fatto che la zia di mia mamma, sua madre, di tanto in tanto si spostava dall'Abruzzo a New York con la nave per andare a trovare suo figlio, probabilmente perché aveva paura di prendere l'"apparecchio".  Negli anni è poi rimasta questa figura per noi ragazzini, di questo cugino che stava in America!  In questo mese di giugno è successa una cosa molto bella.  Mia mamma non aveva mai viaggiato in aereo fuori dall'Italia.  E anche in Italia aveva volato solo una volta, da ragazzina.  Inoltre l'incidente gravissimo che ha avuto circa 5 anni fa, in cui è stata investita qui a Roma rischiando la vita in maniera tremenda, sicuramente rendeva difficile per lei la possibilità di viaggiare.  La riabilitazione è stata lunghissima, e tuttora è difficile per lei muoversi liberamente.  Ma ce l'ho fatta!  Sono riuscito a convincerla, dopo un paio d'anni di martellamenti, a farsi il passaporto.  E così a inizio giugno, in occasione del mio ennesimo viaggio di lavoro in riva all'Hudson, me la sono portata, facendole passare una settimana da questo suo cugino.  La scena che ho visto, sia quando è arrivata che quando ce ne siamo dovuti andare, è stata impagabile.  Rivedersi dopo tutti questi anni per loro è stato, come dice mia mamma, un tuffo nel passato, nei ricordi.  Fa bene alla salute, non ci sono dubbi!

La seconda volta invece è scaturita da un caso, che vi racconterò meglio la prossima volta (la storia merita un post a parte).  Si tratta di una famiglia Chillemi conosciuta per caso 20 anni fa, e dalla quale non mi sono più staccato.  E' stato per tanti anni un rapporto talmente saldo, che siamo riusciti a vederci sia lì che qui innumerevoli volte, molto di più rispetto a tanti parenti "veri" e vicini.  Questa famiglia ha il suo centro di raccolta (casa di mio cugino...ormai ci chiamiamo così) a White Plains, una città che si trova a un'ora a nord di New York.

Da dove nasce la cosa simpatica?  Dal fatto che il cugino di mia mamma e sua moglie sono di origine abruzzese, mentre mio cugino e la sua famiglia sono di origine siciliana.  E sicuramente i misti di parlata, americano-siciliano o americano-abruzzese, sono non solo dolci a pensarci, ma anche estremamente divertenti!  Ci sarebbero tantissimi esempi, qui ve ne faccio solo due, uno per cugino :)  Partiamo dal cugino di White Plains, che rivolto a sua figlia che preparava da mangiare e metteva sale nel piatto, per dirle che il sale era troppo disse: "It's enough chissu ddocu"!  Quando la racconto (compreso adesso) non posso fare a meno di ridere ogn volta.  Il secondo esempio riguarda la moglie del cugino di mia mamma, che raccontandoci la sparizione del fastidio all'orecchio dopo la cura ci ha detto: "Mi so pijat la medicin e se n'ha ijt lu 'nnoice a la recchia"!  Non male pure questa! :-)))

Non pensavo di finire questo post vista l'ora...chiudo semplicemente dicendo che Maria e io siamo stati molto felici del fatto che mia mamma sia riuscita a fare questo viaggio insperato, ma soprattutto del fatto che il mio martellamento abbia portato a questo splendido risultato!  Sono stato anche contento che lei abbia affrontato questo suo primo viaggio lungo e difficile con la giusta serenità.  Non è infatti facile, soprattutto nelle sue condizioni, farsi 10 ore di aereo e sopportare tutta la fase preparatoria, dal check-in all'imbarco.

20 commenti:

  1. Hahahahahahahah tua madfre è un mito, mettersi in gioco così dopo tutto quel che è successo. Le ore di viaggio. Lo stress. Sei degno figlio di sta grande donna :)
    p.s. Quando tornavano i miei cugini da NY uno mi domandava sempre "Mìha sta your mather?!". Io non potevo fare a meno di farmela sotto... con mia nonna che mi lanciava le occhiate come a dire "non ridere, non sta bene!" :)))
    Bacio papy!

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  2. Il mix americano/dialetto è sempre una cosa che fa ridere un sacco... il noise nella recchia fa sganasciare!! che bel post :)

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  3. Ogni tanto rifai capolino, ed è sempre un piacere abbracciarti!
    (Ma anche leggerti, naturalmente)
    Chissà che un giorno non mi decida anch'io a diventare giramondo... :-))
    Ciao caro Amico!

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  4. Porti sempre una ventata di serena allegria.
    Non per colpevolizzarti, ma dovresti farlo più spesso.
    Cristiana con un abbraccio.

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  5. affascinanti gli esiti linguistici che si possono trovare in giro...un abbraccio

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  6. Bellissimo poter ritrovare cugini così lontani. Cosa non a tutti possibile, come avvenne nella mia famiglia.

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  7. Mia mamma ha una cugina di non so quale grado che si è trasferita in America tanti anni fa... mentre un altro cugino ha scelto Parigi. Anche la famiglia di mia madre è siciliana... e in questo post ho ritrovato parecchie similitudini!!!! che dolce che sei Nico... ti abbraccio forte!

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  8. :-) :-)))
    Nicone,
    sempre tanto caro e dolce tu!
    Brava tua mamma, un 'in gambissima sempre' da parte mia!
    g

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  9. Eheheh infatti Sarah, come fai a non fartela sotto! Ma lo sanno anche loro che è così...mi immagino la scena di tua nonna che secondo me, sotto sotto, si faceva un po' di risate anche lei :)

    Grazie Fra! E' vero, queste parlate miste fanno ridere sempre parecchio, e chissà quanti altri dialetti saranno coinvolti (il napoletano per esempio), ma sono come dicevo anche un segno di dolcezza. Un abbraccio

    Caro zio, è sempre bello constatare l'affetto che c'è fra di noi, che come sai è una delle cose più belle degli ultimi anni...quando hai scritto che ti piacerebbe diventare giramondo non ho fatto a meno di pensare che, forse, con tutti i Milano-Ancona-Milano che hai fatto, mi fai già concorrenza come numero di chilometri percorsi :-)))

    Non c'è nulla di male Cristiana in quello che scrivi, hai ragione nel dire che dovrei farlo più spesso e mi piacerebbe...però per adesso, soprattutto da quando col lavoro seguo tutta Europa, mi devo accontentare di questo! Un abbraccio

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  10. Grande Scix, viaggiatrice provetta pure tu :) Come scrivevo a Fra non sai quanto mi piacerebbe poter ascoltare anche altre parlate miste...il tuo pugliese con l'americano per esempio, o il napoletano, o anche un dialetto settentrionale! Un bacione ciao

    Ciao Adriano, grazie della tua presenza costante. Hai ragione, ritrovarsi è una bellissima cosa...e mi dispiace che per la tua famiglia questo non sia stato possibile :( Chissà come satebbe stato un misto ligure-inglese! Spero di conoscerti un giorno, ciao

    Giuliaaa, che bello quello che mi scrivi, sai benissimo che cosa provo quando leggo i tuoi commenti perché siamo molto simili in questo :) E per questo mi fa sempre piacere scoprire altre similitudini con te. Un grosso bacio, e appena riesco vengo a leggerti :)

    Immancabile la mia amica Giò!!! Grazie professoressa, come sempre, per esserci. E un grazie anche da parte di mia mamma...può essere che se legge ti ringrazi lei personalmente :) Dici bene, proprio in gambissima eheheh...infatti le sue gambe non l'hanno tradita in quest'impresa :) Ti abbraccio

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  11. Sembrano scene da film ... quanti cineasti italo-americani fantastici abbiamo (Ferrara, Coppola, Scorsese ...)

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  12. Ciao nico!
    Scusa, è da un po' che non passo a trovarti... a volte mi perdo un po'...
    Quest'estate farò 12 ore di aereo per andare negli Stati Uniti e credo saranno lunghissime...

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  13. Ma che bella storia, con vari personaggi ma di cui sei poi tu l'artefice. Ciao.

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  14. Ciao Nico
    davvero davvero grande!
    A Genova nel museo del mare c'è la mostra sull'emigrazione fissa, assolutamente da vedere, emozionante.
    un saluto

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  15. Ahahah e sì Diego, i grandi registi italiani che hanno avuto a che fare con Hollywood ci hanno ben regalato queste parlate decisamente spettacolari! Me ne hai ricordata una che spesso trovo sul lavoro...gli americani di origine romana quando presentano per esempio dicono "enader detabbbeis" con tre B per intendere "un altro database"!

    Già Adriana, intanto grazie di essere passata...hai ragione, 12 ore di aereo sono un'enormità, almeno per me che non chiudo occhio. Nonostante l'ampia scelta di film e i giochi interattivi! Buon viaggio allora e divertitevi, poi magari ci racconterai. Se vai a Los Angeles (le 12 ore lo lasciano pensare) mi raccomando Walk of Fame (ne parlai in un mio vecchio post).

    Ti ringrazio Alberto delle belle parole! Come avrai capito le mie esperienze all'estero le vivo sempre in prima persona, le emozioni che mi danno le altre culture sono incredibili!

    Ciao carissimo Ernest, bello sentirti. Questa mostra dev'essere bella e interessante, l'emigrazione è un argomento che mi ha sempre toccato molto! Anche per questo ce l'ho parecchio con le dimostrazioni anti immigrati, anche nello stesso territorio...e gli Italiani di oggi purtroppo ne sono maestri! :( Un abbraccio per tutto amico mio

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  16. uhhhhh che bello, i miei 'rispetti' a tua mamma.. e pensare che io, tanto tanto, vorrei fare la stessa esperienza, chissà :****

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  17. bé tua mamma.. tanto di cappello ;)
    felicissima estate :)

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  18. Ciao Nico, il mio recente, anzi il mio primo viaggio a New York con te continua ad essere un miscuglio di curiosità di sensazioni e di affetti che mi riempiono i pensieri e che è importante riuscire a sgomitolare per raccontarli tutti.Innanzitutto Peekskill che, quando ero ragazzina, era la città degl "zii d'America: zio Berardo,("William" era stato tradotto così in americano quando negli anni venti era andato in America con la sorella di mia madre "zia Giovanna". Subito dopo la guerra, come tutti gli italiani emigranti, ci mandavano i "pacchi dono" con tante cose e, tra queste, le famose cravatte multicolori americane che ci facevano sbellicare dalle risate. Mio zio non l'ho mai conosciuto. Ho visto mia zia negli anni cinquanta quando è venuta con la nave a trovarci. Questo per lei è stato un viaggio "meraviglioso" perchè ricordava il terribile viaggio di andata come emigrante di terza classe". E' evidente che questi zii ora non ci sono più e Peeskill è la città newyorkese in cui vivono i miei cugini Luigino (il figlio della sorella di mia madre Emilietta) e sua moglie Elisa che mi hanno ospitato nel mio BREVE soggiorno in America. Vivere con loro è stato veramente un tuffo in quel felice periodo dell'adolescenza nel quale tutto sembreva bello e sereno, un ritorno alle mille risate che, per un nonnulla, rallegravano la nostra vita, un riemergere dei pensieri, dei desideri, dei sogni che sembravano tutti possibili da realizzare. So che anche i miei cugini hanno provato tutto questo e la prova è che sono stata trattata come una principessa. Rivivere queste sensazioni non ha cancellato la nostalgia per tutti i cari che ora non ci sono più e che allora riempivano la nostra vita di tenereza e di affetto, ma sento che essi sono riapparsi nella nostra memoria e nei nostri cuori nella forza misteriosa che ci hanno trasmesso e che ci ha fatto superare i mille dolori e difficoltà della vita. mamma

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  19. Evviva , evviva la tua mamma... racconto delizioso.. Questo post ti dà energia e dolcezza come un bollo di cioccolato fondente! Grazie!

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