Resistente nel tempo

e i miei amici io li ho chiamati piedi
perché ero felice solo quando si partiva...
(analfabetizzazione - claudio lolli)




sabato 18 febbraio 2012

72 anni fa

Quella data per me ha voluto dire molto. Per due motivazioni parallele, due vite iniziate proprio quel giorno. Sono motivazioni altrettanto belle, anche se completamente separate fra loro e senza nessunissima intersezione. Vorrei condividere qui con voi la prima delle due storie, almeno temporalmente, quella meno nota e che nella mia vita è cominciata prima, circa vent'anni dopo quella data.

Mia madre era la prima di 5 figli. Erano tre sorelle e due fratelli più piccoli. La terza sorella si chiamava Lalla, e mi voleva un bene che non si può descrivere a parole.


Quando ancora ero più piccolo di qualcosa o qualcuno


La mia infanzia, che non è stata delle più belle per tanti motivi che ho già raccontato, visse momenti belli anche grazie a questa zia, che fino al giorno in cui morì di infarto una quindicina di anni fa, continuò a dire a tutti che io ero il suo nipote preferito, contrariamente alla solita ipocrisia tuttora esistente e che vuole si debba dire per forza "per me sono tutti uguali". Ma quello che mi legò più a mia zia Lalla non fu solo il rapporto che aveva con me, non fu solo quel caffellatte col pane che mi preparava al mattino con affetto immenso, non furono solo quei baci che mi dava e che soprattutto io mi facevo dare senza protestare e tollerando anche quella eterna sigaretta in bocca che poco amavo e che ora mi ricorda l'altra delle due persone legate a questa data...furono la vita e l'infanzia triste che anche lei ebbe, molto più della mia. L'egocentrismo da primadonna di mia mamma, uniti alla prepotenza della loro seconda sorella e a quella terribile essenza piccolo borghese della città in cui vivevano, l'hanno segnata secondo me a tal punto da convincerla di non essere accettata da nessuno, inducendola a scappare di casa tante volte (e non vi dico la cittadina filo-fascista in cui vivevo come l'ha considerata), fino a quando non ebbi più notizie di lei per anni. Il suo stato di ultima mi affascinò sempre...si vede che ero di sinistra anche da bambino :) La ritrovai a Torino parecchi anni dopo, ero già laureato, e da lì non ci separammo più fino alla fine. Anche il suo ultimo viaggio fu un atto d'amore...pur sapendo che il suo cuore non stava benissimo, volle lo stesso farsi una salita ripidissima sotto la pioggia per andare a trovare in ospedale una persona a lei cara che non aveva nessuno...l'infarto la colpì per strada, dove cadde distrutta dalla fatica.

Qualche anno dopo la sua morte mi successe una cosa stranissima. Era sempre il 18 febbraio, e la mattina suonò qualcos'altro al posto della sveglia. Io avevo una vecchia segreteria telefonica, quella con le cassette piccole. La segreteria si accese di colpo, forse grazie a un mio movimento. Il nastro avanzò un po', si fermò e partì una voce che diceva "Ciao Nico, sono zia Lalla. Ti ricordi di venirmi a trovare che ti ho preparato una cosa che ti piace!"...mi prese un colpo, soprattutto dopo, quando matematicamente feci due conti. Era il 18 febbraio (suo compleanno), il nastro che non era posizionato si posizionò proprio all'inizio di un suo messaggio, la segreteria era spenta, ma si accese e partì giusto quel suo messaggio al posto della sveglia, uno delle decine di messaggi del passato inclusi in quel nastro. L'unica cosa normale in tutto questo era che quel messaggio di qualche anno prima in effetti io me lo ricordavo bene. Ci mancava solo che anche il messaggio fosse stato nuovo :-) La cosa che più mi è dispiaciuta è che se ne è andata da sola, e che la maggior parte delle persone che negli ultimi anni l'avevano amata e che lei ha amato le hanno voltato le spalle.

Ironia del destino, il mio incrocio con queste due persone che oggi avrebbero compiuto 72 anni è avvenuto in momenti completamente diversi della mia vita e mai contemporanei. E' infatti quando mia zia Lalla fece perdere le sue tracce che conobbi il mio Fabrizio De André, dal quale mi staccai qualche anno quando uscì Creuza...e proprio in quei pochissimi anni ritrovai mia zia, per perderla definitivamente prima dell'uscita de Le nuvole. Ritrovai sempre lo stesso amore per gli ultimi, la stessa eterna sigaretta in bocca, lo stesso affetto smisurato che mi fecero vivere forti emozioni direi in maniera costante in tutti gli anni che ho vissuto finora.

Buon compleanno zia Lalla, buon compleanno Faber!


Dedicata alla mia Maria

33 commenti:

  1. Già, Creuza proprio non era il tuo disco, quante volte me ne hai parlato... Gli incroci invece mi fanno pensare a Benjamin Button:-) basta un attimo perché avvengano ma lo stesso attimo può far sì che non avvengano, e sono comunque destinati a cambiare la nostra vita.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  2. Bella dedica, anzi dedica magggggica!

    RispondiElimina
  3. Stavo chiudendo ma ho visto che avete scritto praticamente subito!

    Grande Ezio, sai bene che mi fa particolarmente piacere che il primo commento sia il tuo. E' vero, te ne ho parlato tante volte del mio rapporto con Creuza! Ma c'è rimedio a tutto :) Bello anche l'accostamento a Banjamin Button, che ti ringrazio ancora di averci fatto vedere! Sai una cosa? COme ti dicevo l'altra volta mi piace di più ricordare Faber il 18 febbraio che l'11 gennaio! Grazie della costante amicizia che tu e Paola ogni giorno ci regalate, vi vogliamo molto bene.

    Ahahahah grande Ally Diego Maradona, magggica come la Roma! :) L'unico neo di questa frase è che io non sono romanista eheheh...ma, posso dirlo, magggica come "Il Manifesto!" ;)

    RispondiElimina
  4. emozionante....del resto in ogni canzone di Faber ognuno ha ritrovato una storia e una persona cara.

    RispondiElimina
  5. Bellissima storia, struggente il ricordo affettuoso della zia Lalla, ma per un Piede Dal Vivo è ancora più emozionante quella foto, perché anche se più piccolino sei già tu, inconfondibile, al cento per cento... :)

    RispondiElimina
  6. Che coincidenze incredibili.
    Fanno davvero pensare.
    Ciao Nico,
    Lara

    RispondiElimina
  7. Nico, i tuoi racconti trascinano nell'atmosfera dei tuoi ricordi.
    Mi piace la passione che metti in ogni cosa che ci dici.
    Cristiana

    RispondiElimina
  8. Una storia che sa di magia lo sai Nico? Una cosa che uno pensa di leggere solo sui libri o di vedere su pellicola... ed inece eccocela qua la vita, un film che ti sorprende sempre. Soprattutto se "gli attori" sono di un certo spessore ;) Un abbraccio grande e...auguri zia Lalla (sei proprio una degna acquarietta) !!! :)))

    RispondiElimina
  9. Tua zia sarà fiera di te. Lei forse non avrà avuto nessuno capace di starle vicino, ma ha avuto te che gli hai sempre dato affetto, e gli sei stato sempre vicino.

    RispondiElimina
  10. L'umanità di tua zia emerge benissimo da questo dolcissimo ritratto. A me credo che sarebbe piaciuta, perché mi piacciono le persone che hanno il coraggio di sfidare apertamente l'ipocrisia sociale. Ma da solo il coraggio non basta, ci vuole una forza eccezionale e non sempre ciò è possibile.
    Ciao Nico!
    Sara

    RispondiElimina
  11. Nico, Nico,
    che emozioni dai con i tuoi racconti!
    La zia Lalla sarebbe piaciuta davvero anche a me: ah, diretta, "sì, il mio nipote preferito". Impagabile! E ciò che di lei ci dici... da abbracciarla forte!
    Infine, considero un regalo il pezzo di De Andrè: cisto, rosmarino, sughere... la mia terra, che Faber tanto ha amato!

    grazie, piede.
    g

    RispondiElimina
  12. Non è vero che si tratta di storie separte: il collegamento è quel bambino che si aggrappa alle manopole del biliardino, sei il tu di adesso. Le impronte lasciate da certe anime per segnare il cammino sono troppo importanti per pensare che sia affidata al caso l'occasione di farle incrociare.

    RispondiElimina
  13. E invece Creuza per noi che vediamo Genova un ... po' così é importante (sic!). Denso e significativo il quadro di vita vissuta che hai tracciato, in cui riscontro tracce di situazioni che ho visto più o meno intorno a me negli anni, ma che non saprei descrivere.

    RispondiElimina
  14. Buongiorno!!!
    ...che bello il tuo saper scrivere e raccontare..ti direi ancora Nico, perchè ti leggo con piacere e mi lascio trasportare immedesimandomi nei personaggi e nei tempi e nel tuo profondo sentire, le cose belle della vita e i tuoi ricordi, non c'è niente di più prezioso per la mente umana...
    GRAZIE!!!.. aspetterò impaziente le tue storie e appena avrò tempo leggerò le altre del tuo interessatissimo blog!!!
    Un buon inizio di giornata per me..lo auguro anche a te...
    Un abbraccio grande come il Mare alla zia Lalla..che gran bel nome e che bella persona, persone così sono rarità!!!
    A presto..Fullina

    RispondiElimina
  15. E' proprio vero Cirano, ogni canzone di Faber, e non solo lui, è legata a qualcosa che fa parte di noi.

    Anche il tuo commento mio caro Nick è stato parecchio emozionante per me...credimi, ho vissuto in pieno le emozioni che mi hai descritto di aver provato mentre vedevi la mia foto da bimbo. Del resto ne so già qualcosa con diversi tuoi post :) Per me in fondo questa è la prima volta che pubblico una foto del mio passato! Un abbraccio zione ti voglio bene

    E già Lara, hai visto? Per quanto uno non ci voglia pensare, quando capitano cose del genere un colpo ti viene sempre! Grazie un bacio :)

    Grande Cristiana, ogni cosa che mi scrivi è sempre bella e gradita! Grazie per la stima e l'affetto, un abbraccio

    RispondiElimina
  16. L'affetto che ogni volta mi dimostri mia piccola Sarah è qualcosa che mi lascia sempre il segno! Non sarei il tuo papy altrimenti eheh :) Del resto lo sai che mi ritrovo molto nei tuoi racconti, che spesso ispirano amche me! E non ti nascondo che questo post l'ho scritto pensando anche alla tua povera dolcissima nonna :) Ti voglio bene, un bacio

    Sì cara Cristina, amica mia, il mio affetto non è mai mancato a zia Lalla e lei lo sapeva bene. Ma è anche vero purtroppo che, vivendo negli ultimi anni della sua vita io a Milano e lei a Chieti (stava molto meglio a Torino se non l'avessero convinta a tornare, per poi abbandonarla), non ho potuto starle vicino come avrebbe meritato. Grazie Cri, un bacio

    Cara Sara, il grosso pregio di mia zia era l'umiltà, il fatto di non voler prevaricare mai nessuno, e nello stesso tempo di avere avuto come dici tu il coraggio di fare certe scelte. Ed è vero, la forza ce l'ha messa tutta, ma non le ha evitato le sofferenze che ha avuto.

    Grazie Giò, come sempre mi sei molto vicina. Penso che zia Lalla sarebbe felicissima se leggesse questo post e questi commenti. Difficilmente qualcuno le ha detto che le voleva bene, e questo lei lo soffrì molto, soprattutto perché lei lo diceva spesso. Per quanto riguarda il pezzo, è uno dei preferiti sia miei che di Maria...e c'è tanta Sardegna dentro!

    RispondiElimina
  17. Grazie Ross, grazie! Di tutto il bene che mi vuoi e che risalta da queste tue parole. Hai ragione, noi siamo le persone che sono passate dal nostro cammino! Lo posso dire nella vita, dove ora c'è Maria e c'è Lolli per esempio. Lo posso dire anche nel lavoro, dove c'è stato un mio manager di qualche anno fa che ha segnato per me una svolta. Ci vediamo a Milano, un abbraccio

    Ciao Adriano!!! Sì lo so, per voi liguri l'album Creuza de ma' è invece stata quasi sempre l'apoteosi del vostro Faber. E, risentendo l'album a posteriori, come darvi torto? Genova è Creuza, c'è poco da discutere! Un abbraccio

    Grande Fullina! Che emozione enorme leggere quello che mi scrivi! Già avevo "goduto" parecchio nel vedere i tuoi apprezzamenti ai miei post precedenti, ma con questo qui mi fai andare in brodo di giuggiole :) Credo che il blog abbia significato molto per me, sia per le persone che ho conosciuto, ma soprattutto perché ha dato la possibilità a me di leggere dentro me stesso! E senza uno psicologo :) A parte gli scherzi, sono molto felice di averti qui fra noi! Grazie, un bacio

    Che dire Ernest? Faber, lo sai, mi ha sempre fatto sentire molto più vicino a te di quanto non lo facciano già tutte le cose che abbiamo in comune! Spero di venire a Genova al più presto :) Ti abbraccio

    RispondiElimina
  18. Deve essere stata un'emozione pazzesca sentire la voce partire dalla segreteria telefonica quel giorno... io a questo tipo di "coincidenze" ci credo. Voglio dire, credo che magari era davvero lei che parlava con te... O meglio, mi piace pensare che possa essere così.

    RispondiElimina
  19. Caro Nico,
    io sono stramaledettamente razionale e quindi ti dovrei dire di usare il cervello e che il soprannaturale non esiste.
    Certo però che questa avventura ha proprio del magico.
    Come sarebbe bello, vero?

    RispondiElimina
  20. Due storie si sono incrociate sul tragitto della tua vita dandosi il cambio, senza incontrarsi.
    In un certo senso è stato meglio così, almeno ti hanno tenuto al caldo,senza intervalli tristi fatti di abbandoni.
    La notte sola ha piegato la testa sul cuore di tua zia Lalla e su quello di Faber e l’ha spento a poco a poco, fortuna che il fuoco dei ricordi arde, però, vivissimo grazie alle tue tenere e commoventi parole.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  21. Mi piace vedere un ulteriore incrocio casuale tra le due figure. La Genovesità di DeAndrè e il nome di tua zia "Lalla" che in genovese significa zia.
    Spero che ci vediamo il 9 per la manifestazione della fiom.

    RispondiElimina
  22. Di trovarne di persone come questa tua zia Lalla: hai avuto una goccia di fortuna :-)

    RispondiElimina
  23. Amico mio...ti hanno detto un sacco di cose belle perchè te le meriti tutte...tua zia ti voleva un bene che non si può descrivere a parole? E come non crederti, volere bene a te è una cosa che viene facile, omonEmo che non sei altro...

    :D

    Quanto a Faber, hai un doppio motivo per amarlo!

    RispondiElimina
  24. E' vero Fra, l'emozione è stata pazzesca, tanto è vero che quel momento non me lo dimenticherò più. Anche perché è stato comunque un momento vero! Un abbraccio a te e alla tua, anzi nostra Sicilia :)

    Grazie Roby, è vero, zia Lalla era proprio forte, rideva e scherzava sempre, anche se la vita non le ha restituito quello che lei ha sofferto!

    Caro Granduca, anche io tendo a essere abbastanza razionale come te...indipendentemente però dal crederci o meno, è innegabile che un fatto del genere l'emozione la provoca, e pure forte, le coincidenze erano davvero troppe :)

    RispondiElimina
  25. Cara la mia maestra Monica gnappetta, quello che mi scrivi mi riempie davvero e mi tiene al caldo, come dici tu. Questi mancati incroci effettivamente possono essere anche interpretati così, al suono del bellissimo Canto del servo pastore. Un bacio

    Grande Loris, è bello scoprire sempre cose nuove, mi piace molto, e il fatto che in genovese lalla significhi zia rende il tutto ancora più emozionante! Non so se il 9 marzo sarò a Roma, in ogni caso ci teniamo in contatto via mail. Ti abbraccio compagno

    Buongiorno mitica nipote Chaillrun :) La fortuna c'è stata, anche se avrebbe potuto essere ancora più grande sapendola più felice di come è stata per tanti anni. Ci risentiamo presto, grazie :)

    Caro il mio amico Baolino...se fossi stato ancora un adolescente timido come un tempo mi avresti fatto molto arrossire con queste parole...in una mia canzone di parecchi anni fa scrissi "Dolce amica mia è davvero facile volerti bene", e credo che questa cosa ci accomuni. Avrei voluto fare molto di più per mia zia Lalla caro omonimo, ma non è stato possibile e questo mi dispiace tuttora. Ci sentiamo presto omò, un abbraccio

    RispondiElimina
  26. amo gli incroci, il tempo di guardare il destro a cui dare la precedenza, sorridergli e passare prima, il tempo di fermarsi per far passare chi non avrebbe diritto! Li amo.. son fatta per gli in-croci ;)*****

    RispondiElimina
  27. bellissima storia nico, di quando si viveva con poco ed erano importanti i sentimenti.Anch'io so no stato amato incondizionatamente dalla nonna, la mamma di mio padre.... mi adorava, io ero il primo nipote!

    RispondiElimina
  28. Splendido inno dedicato a due persone speciali.

    Tua zia Lalla si posiziona a metà tra mia zia Flavia e mia madre, zia Flavia come Zia Lalla per le coccole, mia madre come Zia Lalla per le fughe.

    Nico, poco poco Zia Lalla era nata come mamma a Barcellona Pozzo di Gotto?

    Mi sono gustata questo post con la sigaretta accesa sorseggaindo caffè amaro e l'ho sentito in bocca dolcissimo nel momento in cui hai menzionato la segreteria telefonica ;-))

    Su Faber, sai che al primo posto c'è Bertoli, a ruota Faber.
    Buon pomeriggio Nico ;-))

    RispondiElimina
  29. Mi è piaciuto molto quello che hai scritto Milena, se dovessimo iniziare un discorso sugli incroci o in-croci (eheh) credo che non finiremmo più! Ci si potrebbe fare un trattato! E poi tu lo sai bene, visto che i tuoi caldissimi post ne sono decisamente pieni :) Un bacio grosso a te

    Ciao Enio, la città è proprio la nostra Chieti, che nonostante passino gli anni sempre fascista resta nella sua essenza. Però, come tu dici, i sentimenti una volta si vivevano con poco, e quest'ultima parola è forse la differenza con oggi. A presto, ciao

    Tina sei proprio forte...e a volte anche un po' matta :) Ero sicurissimo che, se fossi passata a commentarmi in questo post, un accenno anche alla tua sigaretta me lo avresti dato! :) Ti dico che mi ha fatto piacere sapere di quest'accostamento mentre leggevi! Su Bertoli non c'è nulla da dire, come sai è sicuramente fra i miei primi insieme a Faber. L'affetto più forte però è sempre per Lolli :) Zia Lalla era nata a Chieti...ma ha vissuto tanti anni da te, a Torino! Invece di Barcellona Pozzo di Gotto era mio padre! Un abbraccio e grazie

    RispondiElimina
  30. ma pensa che episodio strano, ascoltare un suo messaggio giusto il giorno del compleanno, al posto della sveglia! Per me, è un segnale, un modo suo per comunicare ancora con te...Che bella questa zia "ultima", che però era capace di tanto amore per tutti. E che brutto essere lasciati soli, dopo aver fatto tanto del bene...Grazie per questa intensa condivisione!

    RispondiElimina